Spettacoli

Venezia 75: First Man, recensione

'First Man'. Ryan Gosling
First Man, uno tra i film più attesi, apre la 75esima edizione del Festival di Venezia. La pellicola è l’adattamento della biografia di Neil Armstrong, il comandante della spedizione Apollo 11, in grado di raggiungere lo storico traguardo dello sbarco sulla luna
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di Giulia Lorusso Caputi e Francesco Fratta

 

First Man, uno tra i film più attesi, apre la 75esima edizione del Festival di Venezia. La pellicola è l’adattamento della biografia di Neil Armstrong, il comandante della spedizione Apollo 11, in grado di raggiungere lo storico traguardo dello sbarco sulla Luna. Anziché concentrarsi unicamente sul ritratto umano di Armstrong, First Man decide di mostrare le pressione che gli astronauti dovevano sopportare durante la cosiddetta ‘corsa allo spazio’. Il regista Damien Chazelle, premio Oscar per La La Land, si misura con un genere differente rispetto ai precedenti lavori seppur mantenendone dei tratti caratteristici. Vi è una tematica ripresa dal precedente film: senza sacrifici e rinunce non si possono raggiungere i propri obiettivi. Nel caso di Armstrong e dei suoi colleghi piloti il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto come anche quello che lo Stato impiega nelle sperimentazioni della Nasa. L’importanza politica e sociale causa numerose problematiche ma allo stesso tempo è lo stimolo che permette la riuscita dell’impresa. Il film soddisfa a livello tecnico le aspettative rispetto alle capacità del regista, ma il ritratto biografico non risulta particolarmente approfondito, facendo perdere alla pellicola una componente che lo avrebbe reso più completo.

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