Spettacoli

Uno spettacolo di dottori

Giorni fa Vinicio Marchioni ha scritto di aver ripreso l’Università Venditti, Preziosi, Verdone, Nannini: gli artisti col ‘pezzo di carta’
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di Matilde Verdi

Una carriera lanciatissima, due figli e una moglie: la situazione ideale per riprendere l’Università. Pochi giorni fa, Vinicio Marchioni, attore italiano tra i più apprezzati degli ultimi anni, ha postato su Instagram il suo nuovo libretto universitario. “L’unica guerra che riconosco è quella contro l’ignoranza di questo paese” ha scritto il Freddo della serie tv Romanzo Criminale, tornato sui libri per studiare Lettere e Filosofia, “il mio settore – ha scritto ancora – perché sono un professionista che lavora ai massimi livelli, nazionali ed internazionali, e quindi devo perfezionare la mia ricerca, i miei strumenti, le mie conoscenze in merito al mio mestiere”. Un gesto personale, quindi, che però assume un valore anche politico, soprattutto in un momento in cui si parla di abolizione del valore legale della laurea.
Marchioni aveva iniziato l’università da ragazzo per poi lasciarla quando era diventata inconciliabile con il lavoro a teatro, seguendo un percorso simile a quello di tanti altri colleghi. A ben vedere, infatti, tra gli artisti italiani molti, anche se in pochi lo sanno, sono laureati. Alcuni hanno concluso gli studi prima di diventare famosi, per crearsi un piano B o semplicemente “perché mia madre ci teneva tanto” come ha raccontato di recente Edoardo Bennato, laureatosi in Architettura nel 1969. Altri, invece, hanno ripreso a studiare dopo, per concludere un percorso lasciato in sospeso o per approfondire un tema particolare.
Anticipando di quattordici anni Marchioni, per esempio, Claudio Baglioni, che a metà degli anni Settanta aveva lasciato Architettura dopo l’exploit di Questo piccolo grande amore, si è rimesso a studiare e ha conseguito il titolo nel 2004.
Per alcuni, poi, il cosiddetto piano B, è diventato la professione della vita da portare avanti insieme alla passione per la musica. Il dottor Enzo Jannacci ha fatto la storia della musica italiana ma è stato anche, e soprattutto, un cardiologo, come il professor Roberto Vecchioni, che ha scritto alcuni dei più bei testi della nostra canzone ma ha anche insegnato latino e greco al liceo per oltre trent’anni.
Per altri il ‘salvagente’ è rimasto inutilizzato, perché il ‘salto nel vuoto’ nel mondo dello spettacolo ha dato il via una carriera straordinaria che continua anche a distanza di quarant’anni. Carlo Verdone, per esempio, non ha avuto bisogno di far valere la laurea in Lettere moderne conseguita nel 1974, così come l’amico Antonello Venditti non ha dovuto utilizzare né la laurea in Giurisprudenza presa nel 1973 né la specializzazione in Filosofia del diritto ottenuta nel 1974. Stesso discorso vale per Renzo Arbore, che per laurearsi in Giurisprudenza all’Università Federico II si era trasferito, giovanissimo, dalla Puglia a Napoli.
Il ‘pezzo di carta’, soprattutto tra i più giovani, rappresenta una sicurezza da utilizzare almeno fino a quando la carriera artistica non è così avviata da garantire l’indipendenza economica. Così, dopo aver partecipato all’edizione 2003 del Grande Fratello e prima di diventare uno dei volti più amati del cinema italiano, Luca Argentero ha terminato i suoi studi laureandosi in Economia e Commercio nel 2004. Mentre Alessandro Preziosi, dottore in Giurisprudenza con 110 e lode, ha iniziato anche il praticantato in uno studio legale prima di iscriversi all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e di dedicarsi completamente alla recitazione. Luca Medici, più noto come Checco Zalone, al contrario dei suoi personaggi ha frequentato l’università, laureandosi in Giurisprudenza a Bari prima di raggiungere il successo come comico sul palcoscenico di Zelig.
La maggior parte dei percorsi di studio degli artisti, a ben vedere, prevede il passaggio da facoltà umanistiche, ma non mancano esempi di artisti portati per la scienza. Annalisa Scarrone, nel 2009, prima di entrare nella scuola di Amici di Maria De Filippi e di iniziare la carriera da cantante, per esempio, si è laureata in Fisica. Mentre Elio Belisari, noto come Elio, nel 2002 si è laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico di Milano.
Per finire, c’è anche chi ha unito studio e lavoro, svolgendo un percorso di ricerca sul rapporto tra corpo e voce. Si tratta di Gianna Nannini che nel 1994 si è laureata con 110 e lode in Lettere e Filosofia all’Università di Siena. La sua tesi, dal titolo ‘Il corpo nella voce’, partendo dalla sua esperienza sul palcoscenico approfondiva lo studio sulle correlazioni tra corpo, gestualità e canto, con riferimenti a Janis Joplin, alle donne della tammuriata e a quelle del Nepal.
Il ‘pezzo di carta’, quindi, che sia un paracadute, un motivo di soddisfazione personale o per i propri cari, serve eccome. Parola di artista!

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