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Tria: ecco il pacchetto fiscale, così aiutiamo Pmi, meno abbienti e laureati

Ministro Giovanni Tria
Il ministro: agevolazioni importanti, tra l’altro raddoppia la deducibilità Imu. Tra le misure, Ires ridotta dal 24% al 15% per chi investe e assume. Forfettario al 15% e nel 2020 si allargherà la platea
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Ecco l’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria (“Tria: ecco il pacchetto fiscale, così aiutiamo Pmi, meno abbienti e laureati”), pubblicato nell’edizione odierna del Nuovo Corriere Nazionale. Per leggere gratuitamente l’edizione digitale sfogliabile da pc, tablet e smartphone basta andare su https://www.nuovocorrierenazionale.com. Per andare direttamente all’edizione di oggi del giornale sfogliabile il link è: https://www.nuovocorrierenazionale.com/edizione-digitale

 

di Giovanni Tria*

 

Nella legge di Bilancio In materia fiscale restano confermate, sia nell’entità sia quanto ai destinatari, le misure inizialmente prospettate. Le soglie minime del regime forfettario sono estese fino a 65mila euro, garantendo a più di un milione di partite Iva e piccole imprese un’aliquota piatta al 15 per cento. Inoltre vengono eliminati altri due paletti del regime forfettario, quello dei 5mila euro di spesa sostenuta per il lavoro accessorio e quello dei 20mila euro relativo al costo dei beni strumentali.

 

Questo intervento sarà completato con l’introduzione, a partire dal 2020, dell’aliquota piatta al 20 per cento per piccole imprese e autonomi con redditi compresi tra i 65mila e i 100mila euro. L’imposta così determinata andrà a sostituire Irpef e Irap, eliminando sia la ritenuta d’acconto che l’Iva, ma sull’IVA occorre ottenere ovviamente una deroga comunitaria.

 

Si riduce di 9 punti l’aliquota Ires, dal 24 al 15 per cento, per chi investe e assume nuovi lavoratori. La riduzione dell’alquota interesserà anche i soggetti Irpef che investono utili in beni strumentali. I contratti di lavoro che rientrano nell’agevolazione sono quelli a tempo indeterminato e determinato.

 

Con una misura appositamente mirata si prevede inoltre uno sgravio contributivo fino a 8mila euro annui per i datori di lavoro che nel 2019 assumeranno con contratti a tempo indeterminato giovani laureati magistrali under 30 o dottori di ricerca under 35 con particolari requisiti, cioè laureati magistrali con 110 e lode, se vantano una media ponderata per i crediti degli esami di 108 su 110.

 

Tra le misure che riducono gli oneri a carico delle imprese rientra anche il taglio dei premi e contributi dell’Inail, che in media si riducono del 32 per cento. Questa misura, introdotta con il maxiemendamento al Senato, riduce i costi degli imprenditori di circa 410 milioni di euro nel 2019, di 525 milioni nel 2020 e di 600 milioni del 2021. Il tutto per una platea di ben 3,2 milioni di soggetti.

 

Con un emendamento della maggioranza approvato alla Camera è stata inoltre raddoppiata la deducibilità, dal 20 al 40 per cento, dal reddito d’impresa dell’Imu pagata dalle imprese sui loro beni strumentali come i capannoni.

 

Il pacchetto fisco contiene anche misure rivolte a chi si trova in grave difficoltà economica. È il caso dell’intervento di saldo e stralcio delle cartelle emesse tra il 2000 e il 2017, per le quali si prevede che i debiti potranno essere estinti pagando il 16 per cento con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, ndr) non superiore a 8mila 500 euro, il 20 per cento con un Isee fino a 12.500 euro e il 35 per cento con un Isee oltre i 12mila 500 euro e fino a un massimo di 20mila euro.

Accanto a questo si dispone l’eliminazione delle cartelle esattoriali con valore inferiore a mille euro maturate dal 2000 al 2010. Questo è un intervento di pulizia di crediti per i quali il costo del loro mantenimento supera i potenziali incassi.

 

La manovra guarda anche alla sostenibilità ambientale, prevedendo incentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride. La tassazione aggiuntiva sul costo delle auto inquinanti è limitata ai veicoli di lusso e ai Suv, mentre sono escluse le utilitarie. Al completamento della misura concorre anche il riconoscimento di uno sgravio fiscale del 50 per cento sulle spese per l’installazione di infrastrutture di ricarica, fino a un massimo di 30mila euro.

 

È stata inoltre prevista una ‘web tax’, cioè un’imposta sui servizi digitali, del 3 per cento, che si applica ai ricavi delle imprese che mettono a disposizione interfacce digitali, che offrono beni e servizi, veicolano pubblicità e consentono l’interazione fra utenti o trasmissione dati.

Sotto il profilo soggettivo riguarda le imprese per cui si verificano congiuntamente due condizioni sulla soglia dei ricavi: un ammontare complessivo di ricavi realizzati ovunque nell’anno solare non inferiore a 750 milioni di euro e ricavi da servizi digitali realizzati sul territorio dello Stato non inferiori a 5,5 milioni di euro.

Questa misura produce un gettito di 150 milioni di euro nel 2019 e di 600 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

 

Come noto, questa ‘web tax’ è stata molto discussa in Europa ed è stato quindi deciso di introdurla nel 2021, lasciando però liberi i singoli Paesi di vararla a livello nazionale. Sono state introdotte anche nuove imposte sui giochi, dalle quali si pensa di ricavare in modo vario anche per quanto riguarda le gare per l’assegnazione delle nuove concessioni. Nel 2019 dovremmo ricavare circa 700 milioni di euro da questi nuovi prelievi.

 

*Ministro dell’Economia e delle Finanze

 

 

 

**Si tratta di alcuni passi dell’intervento del ministro Tria davanti alla competente commissione della Camera dei deputati

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