Spettacoli

The Broken Key sbarca al Lido

Il regista Louis Nero
Domani il cast e il regista Louis Nero incontrano il pubblico. Un viaggio alla scoperta delle proprie radici e di se stessi, per affrontare una società (siamo nel 2033), che disorienta gli individui. È il percorso compiuto da Arthur Adams, il protagonista di The Broken Key, film del regista torinese Louis Nero. In occasione dell’uscita del dvd della pellicola il regista e il cast saranno a Venezia per incontrare il pubblico domani aIle 17, presso la sala conferenze Tropicana italian pavillion dell’hotel Excelsior
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Un viaggio alla scoperta delle proprie radici e di se stessi, per affrontare una società (siamo nel 2033), che disorienta gli individui. È il percorso compiuto da Arthur Adams, il protagonista di The Broken Key, film del regista torinese Louis Nero.

In occasione dell’uscita del dvd della pellicola il regista e il cast saranno a Venezia per incontrare il pubblico domani aIle 17, presso la sala conferenze Tropicana italian pavillion dell’hotel Excelsior.

“Io vedo il cinema come un’opera d’arte, il pubblico che guarda un film si identifica con il personaggio, diventa lui stesso l’eroe e compie un viaggio che lo porta a superare le sue paure e a farsi domande – spiega il regista – Il film ha una funzione catartica”. E gli incontri con il pubblico diventano importanti occasioni per confrontarsi con le persone che si avvicinano con curiosità alle tematiche del simbolismo molto presenti nel film.

Tra gli elementi caratteristici del film c’è sicuramente l’eterogeneità del cast. Accanto a giovani interpreti italiani, guidati dal protagonista, l’italo-giapponese Andrea Cocco, perfetto per rappresentare la società descritta in cui tutte le razze sonno mischiate tra loro, ci sono star internazionali come Franco Nero, Geraldine Chaplin, Christpher Lambert, Rutger Hauer e William Baldwin. Interpreti che, spiega Nero, “erano già legati al mondo del simbolo e del cinema mitologico” ed hanno aderito con entusiasmo al progetto dopo aver letto la sceneggiatura, “perché hanno trovato temi vicini alla loro sensibilità”. Il film, che ha beneficiato anche del sostegno della Film commission del Piemonte, è una coproduzione inglese e americana. Ricco di rifermenti simbolici, rappresenta una metafora della vita da impiegare alla ricerca della conoscenza del mondo e di se stessi, in cui gli ostacoli fungono da stimoli. Nel film la società è controllata dalla Zigmund Corporation “che ostacola la conoscenza proibendo di stampare su carta – spiega Louis Nero – ma è proprio questo divieto che spinge il protagonista a iniziare la ricerca del frammento mancante del Canone di Torino, un papiro”. L’ostacoloche  spingere l’uomo ad andare oltre.

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