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Stop alla ‘deregulation’: accordo tra Fifa e agenti, torna l’albo nella riforma

Le nuove norme saranno ufficiali a luglio e operative dal 2020: tra i punti tetto e pubblicazione dei compensi, controlli sui familiari e creazione di una 'clearing house'
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C’è già chi lo ha rinominato ‘pacchetto di norme anti-Wanda’, con espresso riferimento alla moglie-agente senza patentino del centravanti dell’Inter Icardi.
In realtà si tratta di un accordo, quello tra i rappresentanti degli agenti di calciatori (l’Efaa (European Football Agents Association di Rob Jansen) e il massimo organismo calcistico internazionale, ovvero la Fifa di Gianni Infantino, volto a regolamentare e contrastare un fenomeno a ben più ampio raggio che negli ultimi anni ha portato a movimenti di procure e denaro sin troppo ambigui e numerosi. L’accordo in questione ristabilisce, in maniera anche piuttosto inattesa, l’istituzione di un albo per gli agenti dei calciatori, lo stesso che era stato cancellato ormai tre anni fa (una ‘deregulation’ scellerata i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti), con tanto di esami di accesso e corsi di aggiornamento obbligatori. Ma la riforma è molto più ampia ed articolata, lo scopo è quello di esercitare un controllo più stretto su chi esercita la professione a livello europeo. Ecco i sei punti fondamentali toccati dagli agenti e dalla Fifa in sede di trattativa: ritorno dell’albo con corsi di aggiornamento: anche i parenti dei calciatori dovranno studiare per diventare procuratori ed occuparsi delle faccende dei propri famliari; pubblicazione dei compensi di ogni singolo agente per ogni singola operazione di mercato: ad oggi i club forniscono tramite i propri bilanci soltanto dati aggregati (spese generiche per i procuratori) che non permettono di capire chi ha guadagnato quanto; tetto massimo in termini percentuali di guadagno per i procuratori: gli stessi agenti avrebbero dato l’ok a patto che il tetto sia applicato pure ad altre figure professionali; i procuratori devolveranno il 5% dei compensi al fondo di solidarietà Fifa che finanzia i club che hanno allevato i giovani calciatori nel momento in cui questi vengono venduti; la nascita di una stanza di compensazione (‘clearing house’) che registrerà tutte le operazioni dei club e vigilerà sull’operato dei procuratori chiedendo poi eventuali sanzioni; controlli sui soggetti che acquistano procure di giovani calciatori dai famliari tramite la registrazione di movimenti anomali di denaro nei confronti di parenti stretti.
Insomma, a dispetto di quanto si pensava il ruolo degli agenti è considerato fondamentale e resterà centrale, ma sarà varata la riforma per dare lo stop agli eccessi sia finanziari che di natura etica, una bozza di accordo che da luglio prossimo sarà ufficiale ed entrerà in vigore dal 2020.

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