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Serie A, per gloria. E portafoglio

Giocatori della Juventus in festa per la conquista dell'ultimo scudetto
Premi della Lega e Champions League, diritti tv: lo Scudetto è più che una scritta sull’Albo. Restare in Serie A, centrare un posto nell’Europa che conta e, sogno di pochi, cucirsi il prossimo anno lo Scudetto tricolore al petto. Per la gloria, ma anche per il conto in banca. Dei club, dei procuratori e dei giocatori. Ma ecco quanto guadagnano le squadre a seconda della posizione finale in classifica e, in particolare, chi vince il Campionato
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di Paolo Fabrizi

 

Campionato di Serie A al via tra polemiche etiche (era giusto iniziare nel giorno del lutto nazionale per la tragedia di Genova?) e battibecchi che con lo sport hanno poco a che vedere (come la baruffa spy-economica tra De Laurentiis e Pallotta).

L’obiettivo, per le 20 squadre al via, è diverso, a seconda delle aspirazioni e soprattutto delle possibilità economiche, che poi determinano, anche se non in modo eslcusivo, la disponibilità di mezzi tecnici.

Restare in Serie A, centrare un posto nell’Europa che conta e, sogno di pochi, cucirsi il prossimo anno lo Scudetto tricolore al petto.

Per la gloria, ma anche per il conto in banca. Dei club, dei procuratori e dei giocatori.

Ma quanto guadagnano le squadre a seconda della posizione finale in classifica e, in particolare, chi vince il Campionato?

Facciamo due conti. La Lega ogni anno mette a disposizione oltre 800 milioni di euro, che vengono divisi fra le squadre in base a tre criteri.

Un premio, fisso, pari al 40% del montepremi; un altro 30% viene suddiviso a seconda della posizione raggiunta in classifica, mentre il restante 30% è legato al bacino di utenza della squadra.

Il primo parametro consente di distribuire in parti uguali tutti i soldi alle società che hanno preso parte al campionato. Ogni squadra, dunque, si aggiudica circa 16 milioni di euro indipendentemente dal risultato.

Questa, invece, la griglia economica determinata dalla classifica: le squadre che si trovano dall’11esima alla 17esima posizione avranno 1 milione di euro l’una; le prime, dieci, invece si spartiscono 230 milioni di euro in base a dove sono riuscite ad arrivare. Le prime tre si aggiudicano oltre 10 milioni di euro a testa.

Il terzo parametro è determinato dagli sponsor, dalla città della squadra ed anche dalla capienza dello stadio (e se è o meno diproprietà).

C’è poi la voce relativa ai diritti televisivi, la più consistente per le società. La legge Lotti ha rivisto il sistema (consentendo  di ottenere da ogni stazione fino a 1.250 milioni di euro). La metà è divisa in parti uguali tra tutte le squadre. Poi ci sono quattro parametri personalizzati: tifosi (20%), storia (5%), risultati sportivi dei 5 anni precedenti (15%) e dell’ultimo campionato. (10%). La torta, come noto, stata rivista rispetto alle ipotesi iniziali anche per il pasticcio sulla vendita dei diritti tv e l’arrivo massiccio di internet. Chi vince il Campionato, comunque, può arrivare ad incassare quasi 100 milioni.

Chi si qualifica al tabellone della Champions League incassa altri 12,7 milioni, che salgono circa a 30 tra sponsor e incassi. Di cui si deve tener conto anche nel bilancio del Campionato. E se una squadra è in alto, abbonamenti a parte, avrà sempre lo stadio pieno e la fila di sponsor fuori dalla porta. Minima, invece, la differenza tra primo e secondo posto: appena 3 milioni, tra diritti tv della Serie A e premi Champions. E qui sì, allora, che conta anche la gloria.

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