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Salvini: detrazioni Irpef o flat tax al 15%, lasciare a ognuno l’opzione che preferisce

Matteo Salvini nel suo ufficio al ministero dell'Interno
Il vice premier: la flat tax è nel decreto Crescita, anche se non potremo fare tutto subito. L’Iva non aumenterà. Dopo aver dato bei colpi sul problema sicurezza, ora lavoro e sviluppo: l’1 maggio le proposte della Lega
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Ecco l’intervento del vicepremier Matteo Savini pubblicato nell’edizione odierna del Nuovo Corriere Nazionale. Per leggere gratuitamente l’edizione digitale sfogliabile da pc, tablet e smartphone basta andare su https://www.nuovocorrierenazionale.com. Per andare direttamente all’edizione di oggi del giornale sfogliabile il link è: https://www.nuovocorrierenazionale.com/edizione-digitale

di Matteo Salvini

 

L’economia si muove. Da qualche ministro subisco critiche irritanti

 

È uscito finalmente un dato di Banca d’Italia che certifica come l’economia italiana si stia muovendo dopo mesi di difficoltà. l’Istat certifica che, se passa il decreto Crescita, ci sarà finalmente una riduzione della tassazione sulle impresa superiore al 2%. I dati su quota 100 sono confortanti. Ho visitato il Salone del mobile, il Vinitaly e visto come l’export del ‘made in Italy’ funzioni nonostante il ‘made in Italy’ l’Europa non lo tuteli.

 

Quindi abbiamo ancora tante cose da fare. E a proposito di fare io sto facendo anche tanto esercizio di pazienza. Però mi irrito, da ministro dell’Interno, quando, dopo aver subito indagini, minacce, insulti, mi sento dire da qualche alleato, in questo caso il ministro della Difesa, che vaneggio, che sui porti chiusi vaneggio. Faccio un mestiere difficile, ma penso di averlo fatto e di farlo bene. Credo che gli italiani me lo riconoscano. Accetto le critiche però almeno lasciatemi lavorare in pace. Tuttavia non è qualche critica fuori luogo che mi fa passare la voglia di lavorare, anzi mi fa venire voglia di lavorare ancora di più.

 

Aumento Iva in cambio della flat tax? No

 

La questione non è mai stata all’ordine del giorno, perché sarebbe una presa in giro: non posso con la mano destra ridurre le tasse agli italiani e con la mano sinistra aumentare le tasse per una media di 3-400 euro, perché c’è più Iva da pagare sui prodotti che si acquistano.

 

Aumentare l’Iva sarebbe un massacro per il settore commerciale

 

Leggo che dovremmo aumentare l’Iva sui beni di lusso. Andrebbe a finire come la tassa sulle barche di Monti, che si è rivelata un disastro perché molte barche se ne sono andate ad ormeggiare in altri Paesi vicini e così alla fine ci hanno rimesso i lavoratori dei porti. Se alzi le tasse da che mondo è mondo ci rimettono i poveri, non i ricchi. Il Quindi l mio obiettivo è di attrarre ricchi in Italia, non cacciarli via.

 

Mi sono anche battuto perché alcune regioni del Sud avessero il trattamento fiscale del Portogallo, perché tanti pensionati benestanti italiani vanno in Portogallo non perché questo Paese più bello dell’Italia, ma perché le pensioni degli italiani lì sono esentasse.

La Calabria o la Sicilia sono molto più belle del Portogallo, con tutto rispetto per il Portogallo, quindi dobbiamo riportare in italiana, oltre ai giovani cervelli, anche quelli che hanno i soldi. Perché quelli che hanno i soldi tornino in Italia e li spendano qui.

 

Obiettivo continuare a ridurre le tasse

 

La situazione a livello mondiale è complicata, la Germania ha più che dimezzato le sue previsioni di crescita. Volevamo fare più in fretta sulla riduzione delle tasse, ma cosa accade nel mondo ci ha costretto ad andare più piano. Volevamo fare più in fretta per tutti. Non riusciremo a fare tutto per tutti nei tempi che desideravamo, c’è obbligatoriamente più gradualità del previsto.

 

Però la riduzione delle tasse già quest’anno c’è: partite Iva, artigiani, lavoratori autonomi, commercianti liberi professionisti, piccoli imprenditori pagheranno da quest’anno solo il 15% se hanno un fatturato fino a 65mila euro. L’obiettivo è arrivare anche in casa di tutti.

Lavoro e tasse, il primo maggio il pacchetto di proposte della Lega

 

Presenteremo il primo di maggio un nostro pacchetto di proposte su lavoro e tasse.

Non dico di aver risolto il problema immigrazione ma, avendo dato un bel segnale sul tema sicurezza (in tutta Italia i reati sono in continua diminuzione), è chiaro che l’emergenza è il lavoro: lavoro per i ventenni, lavoro per i sessantenni.

Il problema lavoro non lo risolvi con il reddito di cittadinanza. Questo può essere un accompagnamento momentaneo per chi non ce la fa più, per aiutarlo a reimmettersi nel mercato del lavoro esistente.

Il primo maggio sui temi economici, a cominciare da lavoro e sviluppo, faremo ben presente agli italiani che idea di futuro abbiamo in testa.

 

 

La flat tax è citata esplicitamente nel decreto Crescita

 

La flat è citata espressamente nel decreto Crescita. L’evasione fiscale si combatte se riduci la richiesta fiscale: più è alta la tassa che chiedi, più invogli la gente ad avere i tributi. L’evasione si combatte riducendo le tasse.

 

Io rimango convinto dell’aliquota unica al 15%. Capisco che non si possa fare tutto subito, quindi sono disponibile anche ragionare di un percorso graduale. Basta che venga sancito il principio.

 

Secondo me noi dobbiamo arrivare a offrire gli italiani, alle famiglie italiane, due scelte: mi dai solo il 15% ma ti tolgo tutte le deduzioni e le detrazioni (cioè non è che ti lascio la deduzioni delle spese del medico, lo sconto fiscale su finestre e porte e così via), oppure paghi le aliquote Irpef (che possiamo comunque rivedere al ribasso, almeno alcune come quella del 23%) e mantieni deduzioni e detrazioni.

 

Una soluzione del genere lascerebbe alle famiglie italiane di scegliere quella più conveniente per ciascuna.

 

 

*Capo della Lega, vice premier e ministro dell’Interno

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