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Salvini: Chi doveva vigilare non l’ha fatto. Rinnovare è il minimo

Matteo Salvini
Matteo Salvini. Il vice premier vuole un rinnovamento radicale in Bankitalia e Consob. E ce ne ha pure per Macron. “Chi doveva vigilare e non ha vigilato deve trarre le conseguenze di questa mancata vigilanza”. “Credo sia Macron che sta esagerando con i francesi, che si ribellano. E in estate il suo entourage ci ha coperto di insulti”. “Cosa accadrà al Governo dopo il 26 maggio, data delle elezioni europee? Che ci sarà il 27 maggio, poi giugno, luglio e così via”
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Ecco l’intervento del vice premier, Matteo Salvini (“Consob e Banktalia, chi doveva vigilare non l’ha fatto. Rinnovare è il minimo”), pubblicato nell’edizione odierna del Nuovo Corriere Nazionale. Per leggere gratuitamente l’edizione digitale sfogliabile da pc, tablet e smartphone basta andare su https://www.nuovocorrierenazionale.com. Per andare direttamente all’edizione di oggi del giornale sfogliabile il link è: https://www.nuovocorrierenazionale.com/edizione-digitale

 

 

di Matteo Salvini*

 

Lo scontro in Consiglio dei ministri tra Di Maio da una parte e Tria e Giorgetti dall’altra sull’azzeramento dei vertici di Bankitalia e Consob. La questione della riconferma o meno del vice direttore di Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini.

 

“Noi siamo pagati per fare. Per costruire per risolvere i problemi. Le ricostruzioni giornalistiche in 9 casi su 10 sono fantasia, realtà virtuale. Io sto ai fatti. Abbiamo incontrato migliaia di risparmiatori truffati da banche che hanno agito scorrettamente, abbiamo messo nella manovra un miliardo e mezzo di risarcimenti, stiamo lavorando ai decreti attuativi con le associazioni. Mi sembra evidente che qualcuno che doveva vigilare non l’ha fatto. Mi sembra evidente che le migliaia e migliaia di ispettori, controllori, mega dirigenti che per mestiere dovevano controllare che le banche fossero a posto, che facessero il loro dovere, che avessero bilanci in ordine e non portassero via soldi ai risparmiatori italiani non l’hanno fatto. Quindi rinnovare questi organismi, al di là dei nomi e dei cognomi, mi sembra il minimo per un paese civile.

Se io vado in banca e ti do dei risparmi, pretendo che tu non mi truffi. Questo governo ha messo a bilancio una somma dieci volte superiore rispetto a quella che era stata messa a bilancio prima per rimborsare i truffati delle banche.

 

Non conosco personalmente Signorini. Io so che, chi da tanti anni doveva vigilare e non ha vigilato evidentemente deve trarre le conseguenze di questa mancata vigilanza. Ripeto, non è una questione ‘ad personam’. Il camionista è pagato per guidare il camion, il giornalista per dare notizie, il medico per curare i pazienti e se qualcuno è pagato per vigilare sulle banche e non vigila credo sia giusto che faccia qualcos’altro nella vita”.

 

Il richiamo dell’ambasciatore francese a Roma. Si è esagerato con la Francia?

 

“Credo sia Macron che sta esagerando con i francesi e probabilmente ha bisogno di distrarre l’attenzione di quello che gli accade a Parigi, a Marsiglia, Strasburgo, a Bordeaux, a Lione, dove c’è gente che si sta lamentando perché la qualità di vita, la qualità del lavoro, la qualità della salute e le mancate promesse stanno venendo alla luce.

Io poi col mio collega francese ministro dell’Interno ho ribadito al mio collega francese ministro dell’Interno la disponibilità immediata a incontrarci, a Roma o a Parigi dove lui preferisce, per i dossier che interessano l’Italia: 15 terroristi italiani che sono in vacanza in Francia e che mi piacerebbe tornassero in Italia; 60mila immigrati che la Francia ha respinto in due anni in Italia, e su questo dobbiamo metterci d’accordo perché l’Italia non è un campo profughi.

Tra popolo italiano e popolo francese non c’è nessun tipo di problema, c’è invece a livello politico qualche discussione. Però non sono minimamente preoccupato e conto che i problemi si risolvano.

Non ci sono due bambini delle elementari che giocano a pallone e, se uno si arrabbia perché perde, prende il pallone se lo porta via. Fortunatamente gli imprenditori italiani e francesi, gli studenti italiani francesi, i popoli italiano e francese vivono e convivono da amici da sempre.

C’è a livello politico qualcuno che ha passato l’estate ricoprendo di insulti. Ci si ricorderà sicuramente che dall’entourage del sobrio presidente Macron si diceva che in Italia c’era la peste, che facciamo vomitare, che siamo egoisti razzisti fascisti. Noi però non abbiamo ritirato nessun ambasciatore, perché siamo persone concrete di buon senso e con buon senso continueremo a lavorare”.

 

La visita di Di Maio ai gilet gialli, in particolare a quelli ‘rivoluzionari’. Un’ingerenza negli affari interni francesi?

 

“Se Di Maio l’ha fatto riteneva giusto farlo, quindi non sono io a dover dare giudizi. Io sostengo le manifestazioni pacifiche, evidentemente condanno quelli che picchiano i poliziotti, sfasciano le vetrine, danneggiano le macchine.

È un fatto che in Francia Macron sia stato eletto promettendo tanto (taglio delle tasse, sostegno ai deboli, sicurezza nelle periferie) e che dopo mesi di presidenza abbia combinato poco. Non lo decidono Salvini o Di Maio, lo stanno decretando i francesi. Detto questo, ripeto: mi sembra che qualcuno stia usando la diplomazia per coprire i problemi interni.

In questi otto mesi da ministro dell’Interno ho girato mezza Europa, incontrando i colleghi romeni, olandesi, belgi, austriaci, tedeschi, francesi, svedesi, finlandesi. L’Italia è tornata centrale, finalmente non siamo più dati per scontati. Fino all’anno scorso decidevano a Parigi o a Bruxelles e poi davano un colpo di telefono a Roma, adesso si accorgono che, ad esempio sul mio fronte, quello dell’immigrazione, abbiamo il triplo degli espulsi rispetto agli sbarcati e senza che l’Europa abbia fatto niente, senza che ci abbia aiutato in nulla.

Io con Parigi voglio lavorare, voglio costruire, però da pari a pari. Non è che a Parigi si decide e a Roma o a Milano si obbedisce”.

 

 

Jacques Attali, considerato ‘il padre’ di Macron, si augura in Italia un cambio di governo. E cita esplicitamente Forza Italia.

 

“E questo cos’è? Un’ingerenza? Con tutto il rispetto per il ‘papà’ di Macron il Governo italiano se lo scelgono gli italiani, non un signore a Parigi. Quindi, se gli italiani hanno votato, continuano a votare e voteranno dando fiducia a questo governo e portando la Lega essere primo partito di questo paese – capisco che dia fastidio a qualche vecchia espressione dei vecchi poteri forti che preferivano l’Italia impaurita e piccolina – chi deve guidare il Paese lo sceglie il Parlamento italiano, che viene eletto dai cittadini italiani. Che bevono Franciacorta o prosecco, e non champagne”.

 

Il ministro Toninelli è un caso o no? È quello che dà più problemi? La questione infrastrutture

 

“Io i problemi li risolvo, non li commento. I lavori per la Tap sono partiti e il mio obiettivo è sbloccare tutti i cantieri che sono fermi in alcuni casi da 20 anni. Noi siamo al governo solo da 8 mesi, ci sono alcuni cantieri che sono fermi da vent’anni. Sono stato a L’Aquila, dove c’è il progetto per la nuova caserma dei Vigili del fuoco che è del 2009. Mi domando cosa abbiano fatto per 10 anni quelli che c’erano prima. Adesso noi vedremo di fare nella metà del tempo quello che non hanno fatto altri.

Per il resto, a mio parere la Tav serve, la Brescia-Vicenza serve, il terzo valico serve, la terza corsia sul Brennero serve, il metano in Sardegna serve, nuove infrastrutture ferroviarie in Sicilia piuttosto che in Puglia o in Calabria servono. Abbiamo un decreto ‘cantieri veloci’ in preparazione per dimezzare i tempi.

A chi dice che è stata una settimana burrascosa rispondo che sicuramente è stata una settimana impegnativa, come ce ne sono e ce ne saranno tante. Però mi si permetta di dire che è stata una settimana bellissima per i 35mila italiani che sono già corsi a firmare per uscire dalla gabbia della legge Fornero. Questi sono i fatti, questa è la politica che cambia la vita dei cittadini. Persone che erano ingabbiate fino ai 67 anni potranno andare in pensione quest’anno, lasciando quei posti di lavoro ad altrettanti giovani. Mi permetta pertanto un po’ di soddisfazione”.

 

Un giudizio sulla manifestazione sindacale a piazza San Giovanni, dove era presente anche una delegazione degli imprenditori dell’Emilia Romagna preoccupati per sospensione delle trivellazioni nell’Adriatico.

 

“Ogni manifestazione pacifica è la benvenuta. Magari ci sono anche idee utili e interessanti. Ho incontrato tante categorie prima di approvare la manovra economica, artigiani, commercianti piccoli imprenditori. E abbiamo ascoltato alcune richieste, abbiamo raddoppiato l’esenzione dell’Imu sui capannoni, abbiamo tolto alle imprese 600 milioni di euro di contributi Inail, stiamo rivedendo il codice degli appalti. Quindi, se da quella piazza arrivano idee o suggerimenti interessanti, bene.

Mi incuriosisce tuttavia che una Cgil che era stata muta quando veniva approvato un provvedimento infame come la legge Fornero, nella prima settimana in cui è stata smontata questa legge vada in piazza. Però magari è una curiosità solo mia”.

 

Confindustria e sindacati preoccupati per i dati sull’economia. Il dato tendenziale della produzione industriale a dicembre -5,5%.

 

“La manovra economica l’abbiamo approvata appena prima di capodanno e quindi darà i suoi frutti suoi risultati nei mesi a venire. I dati finora emersi sull’economia sono conseguenze di altri. Io mi prendo totalmente carico e responsabilità dei dati che verranno e sono convinto che aver rimesso nelle tasche degli italiani 15 miliardi di euro sotto forma di pensioni con la riforma della legge Fornero, di reddito, di riduzione delle tasse per le partite Iva, sotto forma di liquidazioni (ci saranno 5 miliardi di euro cash, ossia 30mila euro di Tfr che verranno erogati subito ai lavoratori dipendenti che andranno in pensione) produrrà risultati positivi sul piano economico e sociale. Saranno i mesi a venire che diranno se l’Italia rimarrà ferma com’era o se si rimetterà in modo. Io sono fiducioso”.

 

Cosa accadrà dopo il voto per le elezioni europee. Liti nel governo. Il plateale abbraccio con Di Maio in occasione dell’incontro con i truffati dalle banche.

 

“È da quando abbiamo giurato di fronte alla Costituzione che sui giornali si scrive che il governo cade, che si litiga, che non si riesce a combinare niente. Quando sono arrivato al Ministero mi dicevano ‘figurati, non si potranno fermare i barconi, arrestare gli scafisti, ridurre gli sbarchi, aumentare le espulsioni’. Nei fatti stiamo dimostrando che volere è potere. Quindi cosa succede dopo le europee del 26 maggio? Che c’è il 27 maggio e poi arriva giugno, arriva luglio e così via, anche se al governo c’è un pericoloso sovversivo fascista, nazista, razzista, populista, sovranista”.

 

La manovra del 2020 la farà lo stesso Governo di adesso?

 

“Abbiano firmato un impegno con gli italiani prima di fare il governo e abbiamo fatto una roba strana, un contratto, un impegno che gli italiani possono scaricare su internet e possono verificare quanto lo stiamo mantenendo e in che tempi. È un impegno che dura 5 anni e noi siano al governo da 8 mesi. Io voglio andare avanti perché la legge Fornero abbiamo cominciato a smontarla, ma rimane tanto da fare; la flat tax al 15% l’abbiamo approvata per le partite Iva, gli artigiani, i commercianti, ma io voglio entrare anche nel Irpef dei lavoratori dipendenti, a casa delle famiglie; la pace fiscale con Equitalia è stata fatta, ma ci sono ancora tante cartelle esattoriali da rottamare. C’è la legittima difesa, c’è l’autonomia, c’è la riforma della scuola, c’è la riforma della giustizia.

I sondaggi per me valgono zero, possono dire quanto vogliono ‘ma perché, con la Lega primo partito nei sondaggi, non fai saltare tutto e vai a nuove elezioni?”; oppure “raccatta qualche dissidente e fai un altro governo’. No, la mia parola vale più dei sondaggi e più di qualche articolo di giornale”.

 

Il prossimo commissario europeo alla Lega? Sarà l’attuale ministro Fontana?

 

“Noi vogliamo difendere gli interessi italiani in Europa, cosa che negli ultimi anni non è stato fatto. Sfido chiunque a dirmi chi sta rappresentando l’Italia a Bruxelles e che cosa abbia fatto a difesa degli interessi italiani. A me piacerebbe che ci fosse un commissario italiano che si occupasse di agricoltura, di commercio, di industria, di trasporti, non di filosofia. Ci interessa qualcuno che faccia gli interessi dei cittadini italiani e mi piacerebbe che questo qualcuno fosse della Lega. Non faccio nomi e cognomi perché non ci ho minimamente pensato”.

 

Consob e Bankitalia, ancora sulle dichiarazioni circa i vertici che vanno azzerati. Cosa ci si aspetta da Paolo Savona in Consob.

 

“Vogliamo un presidente della Consob che vigili sul fatto che in Borsa, nei mercati, aziende, fra le imprese, nel mondo della finanza vada tutto in modo corretto. E Savona è la garanzia con la G maiuscola. Quindi è un segnale di cambiamento, un segnale di coerenza, di onestà, di correttezza, perché qualcuno evidentemente in passato non ha fatto quello che doveva fare.

Noi possiamo mettere una toppa sulla questione dei risparmiatori di Vicenza, di Verona, di Arezzo, di Ferrara e così via, noi possiamo restituire una parte di quello che qualcuno ha portato loro via (lo stiamo facendo velocemente e conto che entro la primavera sia realtà), ma qualcuno spero che paghi per questi drammi, perché qualcuno ha sbagliato. E bisogna avere la garanzia che tutto ciò non accadrà più. Savona è una di queste garanzie”.

 

*Vicepremier e ministro dell’Interno

 

 

 

 

*Si tratta dei passi salienti delle risposte date da Salvini alle domande poste da Maria Latella nella trasmissione Tv “L’Intervista”, su SkyTg24

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