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Pupi Avati, 80 anni tra premi e progetti per il futuro

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I suoi primi ottant’anni li festeggerà ritirando un riconoscimento, una consuetudine ormai in una carriera lunga più di mezzo secolo. Pupi Avati, classe 1938, oggi pomeriggio sarà alla biblioteca dell’Archiginnasio, nella sua Bologna, per ritirare il premio ‘Il portico d’oro – Jacques Le Goff’. Un anno ricco di ricorrenze per il regista, che solo qualche mese fa, ad agosto, ha festeggiato i 50 anni dal suo primo ciak sul set di Il signor diavolo, film in bianco e nero tratto dall’omonimo romanzo scritto dal regista, che arriverà nelle sale il prossimo anno. Ottant’anni, quindi, di cui 50 passati sul set per girare 39 film (Il signor diavolo sarà il 40esimo), conquistare 3 David di Donatello e 12 candidature. E pensare che da giovane voleva fare il musicista. La passione era quella per il jazz, raccontata anche nel film Ma quando arrivano le ragazze del 2005. La ‘leggenda’ narra che, dopo aver patto parte della Doctor Dixie Jazz Band dal 1959 al 1962 come clarinettista, abbia abbandonato il gruppo e la carriera in seguito all’arrivo nella formazione di Lucio Dalla con il suo straordinario talento.

La strada di Pupi Avati, all’anagrafe Giuseppe, era evidentemente un’altra. Il primo film, Balsamus, l’uomo di Satana, è del 1970 e da lì la carriera del regista non si è più fermata, ma anzi si è caratterizzata sempre per la dinamicità e la voglia di andare oltre gli schemi. Tra i meriti da riconoscergli c’è quello di aver saputo rivelare il talento drammatico di attori e personaggi noti per la loro comicità o addirittura lontani dal mondo del cinema. Cinque anni prima di Mediterraneo, per esempio, fu Avati a rivelare le doti non solo comiche di Diego Abatantuono scegliendolo per recitare in Regalo di Natale del 1986. E lo stesso ha fatto anni più tardi portando Ezio Greggio a recitare per la prima volta in un ruolo drammatico sul set de Il papà di Giovanna, del 2008, e Christian De Sica su quello di Il figlio più piccolo nel 2010. L’anno successivo ha poi diretto il debutto da attore di Cesare Cremonini, scelto come protagonista di Il cuore grande delle ragazze. E il ritorno a una pellicola dark, proposta addirittura in bianco e nero, con Il signor diavolo, rappresenta l’ennesima tappa di una carriera vissuta sempre guardando al futuro con la voglia di sperimentare, anche a ottant’anni.

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