Unione europea

Parlamento europeo: Ppe sospende il partito di Orban

Il Ppe ha sospeso con effetto immediato Fidesz, il partito dell'ungherese Viktor Orban. Non c'è stata espulsione, ma il ritorno dipenderà dalla buona condotta di Orban.
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Con 109 voti favorevoli e appena tre contrari, il Partito Popolare Europeo ha sospeso, con effetto immediato, Fidesz, il movimento guidato dall’ungherese Viktor Orban. Il motivo? Aver organizzato una campagna anti Ue e soprattutto contro Juncker, esponente del Ppe lui stesso. In realtà, dalla riunione di Bruxelles è uscita una linea meno dura di quella preventivata. Orban non è stato espulso, infatti. La risoluzione parla di “sospensione concordata”. Orban, da parte sua, rivendica “il compromesso” raggiunto.

Teoricamente, non c’è una data di scadenza per la sospensione, che in buona parte dipenderà dalla condotta del politico ungherese. “Proseguirà certamente fino a settembre” hanno fatto sapere fonti del Ppe. In questo lasso di tempo, Fidesz non potrà partecipare alle riunioni del Ppe, non avrà diritto di voto e non potrà presentare candidati per gli organi del partito. “Abbiamo sospeso volontariamente i nostri diritti, pur non avendo né dato né ottenuto garanzie” ha fatto sapere Orban.

A vigilare sul suo comportamento sarà un Comitato composto da tre probiviri: l’ex presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, l’ex capogruppo del Ppe all’Europarlamento Hans-Gert Poettering, l’ex cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel. Per potersi riguadagnare la sua presenza dentro il Ppe, Orban dovrà sospendere la campagna anti-Ue, evitare di ripeterla in futuro e fare chiarezza sul contenzioso con la Central European University di George Soros.

 

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Alessandro Pignatelli

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