Cinema Cultura Spettacoli

La paranza dei bambini, Saviano: “Il dramma della perdita dell’innocenza”

Web Hosting

“Nicola e la sua paranza potrebbero vivere ovunque perché le loro aspirazioni e i loro desideri sono universali: farcela, avere un posto nel mondo, guadagnare, non sentirsi dei falliti, non vivere pensando di essere senza speranza e senza opportunità. Accade che ci siano luoghi in cui per farti spazio devi lottare e fallire mille volte, e ce ne solo altri dove per ottenere ciò che vuoi basta allungare una mano e prendere una pistola. Quando prendi questa scorciatoia, la tua strada è senza ritorno”. Roberto Saviano sintetizza così, in un post su Facebook, la storia al centro di La paranza dei bambini, che viene presentato oggi in concorso alla Berlinale, il festival internazionale del cinema di Berlino, e arriva contemporaneamente nelle sale cinematografiche italiane.

Il film, diretto da Claudio Giovannesi, è tratto dall’omonimo libro del giornalista, che ha collaborato anche alla stesura della sceneggiatura e che parteciperà alla presentazione in Germania. “Sono orgoglioso che sia in concorso e che sia arrivato sino a qui – aggiunge ancora Saviano -. Ci abbiamo lavorato molto, con la consapevolezza che l’adolescenza è forse il momento più difficile della vita. Il momento in cui si è fragilissimi ma ci si sente onnipotenti, invincibili, eterni. Il momento della sperimentazione e dell’errore, che per alcuni diventa fatale, che per alcuni diventa una strada senza ritorno”.

I protagonisti sono sei ragazzi quindicenni della Napoli di oggi. Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ e Briatò vivono la loro adolescenza nel rione Sanità tra armi e corse in scooter con l’unico obiettivo di conquistare soldi e potere nel quartiere. Sono come fratelli, uniti, tanto determinati quanto ingenui nell’incoscienza della loro età.  Ad interpretarli sono ragazzi di Napoli, al debutto davanti alla macchina da presa, scelti tra più di 4mila ‘candidati’. “Francesco Di Napoli, Ar Tem e gli altri sono ragazzi giovanissimi, alla loro prima esperienza come attori, sono ragazzi che conoscono bene la realtà che hanno ricreato nel film” spiega Saviano, che ha passato molto tempo accanto ai giovani interpreti del film. “È stato interessante confrontarmi con Francesco in questi giorni – scrive il giornalista – perché mi ha detto una cosa che ritengo profondamente vera: spingersi oltre, nella finzione, ti fa capire l’inferno che vive chi a quei mondi appartiene davvero. Cade così la solita accusa, quella secondo cui mostrare il male genererebbe emulazione: è l’esatto contrario. Ecco perché sarebbe bello se professori coraggiosi portassero i loro studenti a vedere La Paranza dei Bambini, un film che, con ferocia e delicatezza, racconta il dramma della perdita dell’innocenza”.

Il titolo del film è metaforico ma chiaro. La paranza, nel linguaggio camorristico, è il gruppo armato, mentre nel gergo dei pescatori indica il gruppo di pesci giovani che salgono a galla perché attratti dalla luce vengono catturati dalle reti. Come i ragazzi del film, che traditi dall’ingenuità dovuta alla giovane età si lasciano ingannare dalla luce delle promesse della vita criminale.

Informazioni sull'autore

ncn

Sfoglia Gratis l’edizione di oggi:

ULTIMA EDIZIONE NCN

on-line tutti i giorni tranne il lunedì

manifesto


Web Hosting