Lavoro

PA, l’ira funesta degli idonei traditi

Sono ore delicatissime per l’approvazione della manovra economica sospesa tra rinvii e polemiche. I rinvii sono quelli della commissione Bilancio del Senato, convocata e sconvocata in attesa del placet da parte di Bruxelles, mentre le polemiche sono quelle delle opposizioni, che parlano di un Parlamento umiliato ed esautorato nelle sue funzioni.
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di Giorgio Bitetti

Tra le misure contenute nella legge di Bilancio sta facendo particolarmente discutere il blocco del turn over fino al 15 novembre 2019. In sostanza, per le amministrazioni centrali è previsto un rinvio della presa di servizio al 15 novembre dell’anno prossimo, limitatamente alle assunzioni derivanti da turn over ordinario dell’anno precedente. Un provvedimento non di poco conto, se si considera che la Pubblica amministrazione necessita di un ricambio generazionale, soprattutto in funzione della grande mole di pensionamenti che ci saranno proprio a partire dal 2019, anche per effetto di Quota 100. A questo proposito, il Ddl Concretezza, che nei giorni scorsi ha avuto il via libera da parte del Senato, all’articolo 4, comma 4, lettera a, specifica che, per ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego per il triennio 2019/2021, amministrazioni dello Stato ed enti pubblici possono procedere “all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie vigenti, nel limite massimo dell’80% delle facoltà di assunzione”. Come dire che se le graduatorie ci sono, e i soldi pure, si può assumere.
La stessa titolare del dicastero per la Pa, Giulia Bongiorno, ha cercato di correggere il tiro, parlando di nuove procedure concorsuali previste per il 2019, e anche di un fondo per le assunzioni straordinarie. Proprio la Bongiorno, dal giorno del suo insediamento, ha fatto del piano nuove assunzioni la propria bandiera. Ma la polemica ormai è innescata, con i sindacati sul piede di guerra, esattamente come coloro che hanno superato un concorso pubblico, e attendono di essere assunti, ritenendo quindi di essere penalizzati da un simile provvedimento. In passato, più volte, la Bongiorno ha fatto riferimento alla riforma della Pa come ad una svolta “epocale” e, anche da avvocato, ha parlato di giustizia, definendola un asset fondamentale per il Paese che ha bisogno di essere rilanciato perché, per dirla con le sue parole, “l’efficienza della pubblica amministrazione è anche l’efficienza della giustizia”. Per questo ha da subito dichiarato di voler lavorare con il collega Guardasigilli Alfonso Bonafede (in foto), per potenziare a tutti i livelli il sistema giudiziario. Ad oggi, però, di epocale c’è poco. C’è la percezione che si parli di crescita e di dare opportunità di lavoro ai giovani salvo, poi, sacrificare sull’altare del rispetto a tutti i costi delle promesse elettorali migliaia di assunzioni che darebbero una nuovo volto alla pubblica amministrazione e alla giustizia, ma anche una stabilità professionale ed economica a tante persone, derivante da un lavoro e non da un sussidio. In questo momento, l’unica graduatoria di cui può disporre via Arenula è quella per il profilo di assistente giudiziario. Una figura indispensabile negli uffici giudiziari delle cancellerie.
Mancano tanti altri profili, anche per questo la giustizia italiana è allo stremo. Una giustizia lenta, farraginosa non è di nessun aiuto e non tutela i diritti dei cittadini. In tutto il nostro Paese si moltiplicano, giorno dopo giorno, gli appelli dei presidenti di Tribunali e Corti d’Appello, dell’Ordine degli Avvocati e dei vertici delle istituzioni giudiziarie affinché sia scongiurata la chiusura di quelli che sono i presidi della legalità. E tutto perché manca il personale. L’elevato numero di carenze negli uffici giudiziari è una delle cause delle lungaggini processuali, che spesso portano i procedimenti a rischio prescrizione. A proposito di prescrizione: nella legge Anticorruzione, approvata qualche giorno fa, è presente proprio la riforma di questo istituto, che dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2020. Il ministro Bonafede ha sempre ribadito come tale riforma fosse ancorata ad un piano di assunzioni mai visto prima, che il ministero aveva intenzione di attuare nel corso del 2019. E poi ci sono anche i 500 milioni stanziati per la giustizia. Per quello che finora è emerso dalla legge di Bilancio, per il triennio 2019/2021 sono previste circa 3.000 assunzioni per il personale amministrativo non dirigenziale, e nello specifico, 903 di Area II nel 2019, 1000 di Area III per il 2020 e 1000 unità di Area II per il 2021, reclutate con lo scorrimento di graduatorie alla data di entrata in vigore della manovra.Questo vorrebbe dire che, non bastasse la mannaia del blocco del turn over, le assunzioni dei 1.860 idonei che restano nella graduatoria per il profilo di assistente giudiziario dovrebbero attendere il 2021 per entrare in servizio. Nella precedente legislatura, in poco più di cinque mesi dalla pubblicazione della graduatoria, avvenuta nel novembre 2017, sono state assunte circa 2.800 persone. Il Comitato Idonei assistenti giudiziari, nato nel 2017, subito dopo la conclusione del concorso, e che si batte per lo scorrimento integrale della graduatoria, denuncia che la tempistica delle assunzioni “non tiene conto delle numerose carenze di personale presenti negli uffici giudiziari italiani”. “Non è questo ci si aspetta da un’amministrazione che ha come obiettivo una giustizia diffusa sul territorio e vicina ai bisogni dei cittadini, come lo stesso Guardasigilli ama spesso sottolineare”, aggiunge il Comitato. Senza contare che il potenziamento del comparto giustizia è presente nel contratto di governo. “Mi piace sottolineare che il miglioramento della giustizia passa attraverso tutti gli operatori del diritto, dal ministero, al cancelliere, ai magistrati, agli avvocati e a tutti coloro che ogni giorno si recano in tribunale e lavorano per il miglioramento del sistema giustizia”, dichiarava Bonafede lo scorso 22 giugno, al convegno ‘Verso il codice dell’organizzazione degli uffici giudiziari’ organizzato dal Csm. E ancora, in ottobre, al XXXIV Congresso nazionale forense, diceva: “Abbiamo bisogno di tribunali che nella quantità dei magistrati e del personale amministrativo possano far fronte ai cittadini che si rivolgono al sistema giustizia. Questa priorità è assolutamente nelle intenzioni del governo”. Si passerà dalle parole ai fatti? “La giustizia e la Pa tutta non possono attendere e, soprattutto, non possono permettersi il lusso di attendere migliaia di persone che hanno superato una selezione pubblica”, spiega il Comitato. “Apprezziamo i 500 milioni investiti per la giustizia e le intenzioni di esaurire la nostra graduatoria, ma le tempistiche preoccupano perché sono lunghe, e preoccupa ancora più il blocco del turn over che, di fatto, costringe il Paese all’immobilismo. Se questo è il governo del cambiamento, riteniamo che questo cambiamento, con tutto il rispetto, non renda giustizia alle nostre speranze, alle nostre aspirazioni e al nostro merito”, conclude il Comitato.

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Informazioni sull'autore

Alessio Garofoli

Nasco a Roma nell'anno in cui esplode la lotta armata. Come giornalista professionista e comunicatore mi sono sempre occupato di politica e affini.

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