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Oligarchia in Formula 1, un solco da 200 milioni. Tre anni per la riforma

Mercedes, Ferrari e Red Bull hanno troppi soldi, si cercherà di colmare il divario attraverso i ricavi. Intanto arrivano 100 milioni di dollari dalle agenzie di scommesse
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Tempo di bilanci per la Formula 1 dopo la stagione appena andata in archivio che ha visto la Ferrari non riuscire ancora una volta a spodestare il dominio delle Mercedes, nonostante le premesse stavolta sembrassero davvero buone per il Cavallino.
Niente da fare, a trionfare è stato ancora una volta Lewis Hamilton che lo scorso 25 novembre ad Abu Dhabi ha visto sancire ufficialmente il proprio dominio. Ed appunto è tempo di bilanci, soprattutto dal punto di vista economico per il Circus, che continua ad attrarre milioni di fans in tutto il mondo ma che purtroppo sta vedendo un calo della sua popolarità a causa della disparità del potenziale economico tra le case automobilistiche che partecipano alla stagione dei Gran Premi. Una disparità che si sta ampliando e rischia di togliere interesse alle gare: Mercedes, Ferrari e Red Bull hanno infatti a disposizione la bellezza di 200 milioni di euro in più rispetto alle altre scuderie e questa differenza è sin troppo evidente anche in pista. Non solo, perché questa differenza fa sì che spesso le scuderie più piccole diventino ‘satelliti’ delle tre principali, con tutte le conseguenze negative del caso. Urge dunque una riforma per poter distribuire meglio i ricavi della Formula 1 e creare una competizione più emozionante ed equilibrata, ma questa riforma non potrà essere messa in atto prima del 2021.
Per il resto, gli sponsor principali sono rimasti gli stessi, ovvero Dhl, Emirates, Pirelli, Rolex e Heineken, mentre la novità più significativa è rappresentata dall’accordo tra la Formula 1 e Amazon Web Service, un nuovo servizio di diffusione dei dati analizzati che vengono messi a disposizione degli appassionati, i quali possono così a loro volta capire meglio le strategie messe in atto dalle scuderie. L’iniziativa non si è rivelata troppo significativa dal punto di vista economico in questa prima stagione sperimentale, ma si pensa che nel tempo possa aiutare a sviluppare le potenzialità tecnologiche del Circus.
La novità principale resta dunque l’introduzione della sponsorizzazione da parte delle agenzie di scommesse, a lungo osteggiata da Bernie Ecclestone e oggi invece entrata a pieno titolo nella fase operativa, con l’accordo da 100 milioni di dollari pagabili in cinque anni da parte di Isg (Interregional Sport Group) che ha acquistato i diritti delle gare per poi rivenderle alle agenzie di betting.

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