Cronaca

Occupazione del liceo Virgilio, 71 studenti indagati

Per l'occupazione del liceo Virgilio di Roma (dal 28 ottobre al 4 novembre scorsi), 71 ragazzi sono indagati e sono chiamati a rispondere di danneggiamenti (per 60 mila euro), occupazione di proprietà privata e interruzione di pubblico servizio
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Per l’occupazione del liceo Virgilio di Roma, avvenuta a fine ottobre, 71 studenti sono ufficialmente indagati. E sono stati chiamati a presentarsi in commissariato, accompagnati da un genitore se minorenni, Pugno duro della Procura, dunque, contro chi aveva deciso di autogestire il liceo a indirizzo classico, scientifico e linguistico. Quello dell’occupazione di uno dei più noti istituti capitolini è un rito che si ripete dal 2014, ma questa volta coloro che furono identificati al momento dello sgombero (il 4 novembre all’alba) rischiano di dover rispondere di danneggiamenti e di altri reati.

La denuncia era partita dal vice preside Pasquale Spinelli. Ai ragazzi viene contestata l’occupazione di proprietà privata, oltre al danneggiamento e all’interruzione di pubblico servizio. Quest’anno l’occupazione era partita puntuale il 28 ottobre; dopo una settimana, il blitz della polizia, contestato da genitori e studenti perché non sarebbe stato rispettato l’accordo secondo cui i ragazzi avevano deciso di liberare l’istituto proprio quel giorno. La denuncia, il sospetto che l’occupazione sarebbe andata avanti, la presenza all’interno del liceo pure di ragazzi estranei alla scuola e l’intenzione del Collettivo di organizzare un incontro con l’ex Br Francesco Piccioni hanno probabilmente scombinato i piani. Così agenti in tenuta antisommossa, la mattina del 4 novembre, si sono presentati all’ingresso del Virgilio, incontrando una resistenza blanda. Hanno raccolto le generalità dei presenti (48 minorenni e 23 maggiorenni). E hanno staccato la bandiera con scritto: “Virgilio occupato”.

Nella successiva ispezione della scuola, sono stati riscontrati danni per 60 mila euro: pareti imbrattate, cavi elettrici e telefonici tagliati, videocamere di sorveglianza danneggiate, bagni per i disabili inagibili, finestre rotte, una porta antipanico scardinata e l’ascensore non funzionante. E ancora: danni a sedie, banchi, mobili. Maria Teresa Zotta, delegata all’Edilizia scolastica della Città Metropolitana e presidente della commissione Scuola Capitolina, non è stupita: “Quando finisce un’occupazione, ci troviamo sempre a fare questo tipo di elenchi”. Potrebbe essere andata peggio agli studenti del 2018-2019, chiamati ora a risarcire i danni.

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Alessandro Pignatelli

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