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Napoli: plusvalenze record, bassi i ricavi commerciali. Per vincere devi cambiare

Il bilancio di esercizio del club partenopeo è ancora molto lontano da quelli delle big europee
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Per vincere c’è bisogno di qualche cosa di più. E’ un po’ il motto del Napoli in questi ultimi mesi, prendendo però intanto atto del fatto che il modello lanciato dalla società di De Laurentiis è servito per diventare competitivi in Italia e in Europa. L’ultima cessione ascritta a bilancio, quella di Hamsik, permette al club partenopeo di iscrivere tutti i 20 milioni offerti dai cinesi del Dalian, tra le plusvalenze che così, insieme ai 59.7 milioni registrati nel mercato estivo, arrivano a sfiorare gli ottanta milioni. Dal 2007-08, il totale dei ricavi da calciomercato raggiunge così i 370 milioni, di cui oltre 300 solo dal 2014.
Plusvalenze importantissime che permettono al Napoli di attutire il colpo della eliminazione dalla Champions League e della conseguente perdita di 9,5 milioni di euro, per recuperare i quali bisognerà arrivare in finale in Europa League. Vincere quella significherebbe incamerare 18 milioni di euro, compreso il tesoretto di altri 3.5 per la partecipazione alla prossima Supercoppa Europea. In ogni caso gli introiti europei sono soddisfacenti: tra premio di partecipazione (14.5 milioni), premi partita (8.1 milioni), market pool, ranking storico e introiti da botteghino, le sei partite del girone di Champions hanno fruttato agli azzurri 45.5 milioni. Al 30 giugno 2018 il Napoli ha visto scendere il fatturato rispetto al 2017 da 335,9 a 240,8 milioni. Dai 69 milioni di utili del 2017, il club ha chiuso in perdita per 5 milioni. Così è calato anche il bilancio della FilmAuro, la holding del presidente, i cui ricavi consolidati dipendono per l’87% dal Napoli.
In sostanza la situazione del Napoli rispecchia un po’ quella di tutto il calcio italiano fatta eccezione per la Juventus: debole come appeal commerciale, troppo dipendente da tv e plusvalenze per potersi rapportare alle big d’Europa, che in pratica hanno tutte aumentato il fatturato di almeno il 6%. Di contro, nei dieci anni tra il 2007-08 e il 2017-18, il Napoli è passato da un fatturato di 87,2 milioni, plusvalenze escluse, a uno di 182,8 milioni. In questo periodo sono triplicati i proventi da diritti tv (da 43,1 a 118,7 milioni), sono meno che raddoppiati i ricavi commerciali (da 18,5 a 30,6 milioni) sono rimasti immobili i ricavi da stadio, cresciuti solo da 14,9 a 19,0 milioni. Partnership commerciali, sponsorizzazioni, appeal internazionale: è su questi campi che si gioca il successo di un club nel calcio europeo di oggi ed è qui che il Napoli rischia di essere rimasto indietro.

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