Spettacoli

Morricone, 90 anni nel segno della musica

Il compleanno del compositore da 70 milioni di copie
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di Matilde Verdi

Oltre 500 colonne sonore realizzate, 70 milioni di dischi venduti, due Oscar (uno alla carriera e uno conquistato nel 2016 per le musiche di The Hateful Eight), tre Grammy Awards, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro.
La carriera di Ennio Morricone è tutta nei numeri e non prevede possibilità di critica. L’artista romano oggi compie 90 anni, tutti vissuti nel segno della musica sin dall’infanzia trascorsa accanto al padre trombettista. Se ad avergli dato la fama planetaria, certificata ufficialmente dall’attribuzione della stella sulla Hollywood Walk of Fame nel 2017, sono le colonne sonore dei film, sono più che degne di nota anche alcune incursioni nella canzone popolare. Nel 1962, per esempio, Morricone ha curato l’arrangiamento di Pinne fucile ed occhiali/Guarda come dondolo, il 45 giri di Edoardo Vianello, mentre l’anno successivo si è dedicato a quello di Sapore di sale di Gino Paoli e nel 1966 ha composto e arrangia Se telefonando per Mina. La consacrazione, però, arriva con le colonne sonore, grazie soprattutto al sodalizio con Sergio Leone, nato addirittura sui banchi di scuola dal momento che i due erano compagni di classe alle elementari. Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West e C’era una volta in America, sono i prodotti di una collaborazione che portò gli amici d’infanzia a beneficiale l’uno dell’indiscusso talento dell’altro. Oltre Leone e i cosiddetti ‘spaghetti western’, però, c’è di più. Molto di più.
Ci sono le cinque colonne sonore candidate all’Oscar: I giorni del cielo del 1979, Mission, che gli fece vincere il Bafta e il Golden Globe, Gli intoccabili del 1987, vincitore dei Nastro d’argento, Bafta, Golden Globe e Grammy Award, Bugsy nel 1992 e Malèna nel 2001.
Ultimo testimone di una stagione cinematografica di cui la sua musica rappresenta probabilmente l’unico elemento superstite, Morricone ha da sempre messo in luce un carattere forte, che traspare da gesti e dichiarazioni. Il gesto simbolo potrebbero essere le dimissioni dalla Rai, dove era stato assunto come assistente musicale, dopo un solo giorno di carriera nel 1958, perché si era reso conto che in quel contesto non avrebbe potuto fare carriera. O il commentare la vittoria dell’Oscar nel 2016 affermando che lui la statuetta l’avrebbe voluta vincere nel 1987, per la colonna sonora di Mission. Perché, in generale, conquistare un premio Oscar a 89 anni e 9 anni dopo quello ottenuto alla carriera è quanto meno indice di talento, di amore per il proprio lavoro e di una determinazione fuori dal comune.

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