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Monti: la marcia indietro del Governo? Un passo avanti

Mario Monti
Il senatore a vita: lo ripeto, sono adolescenti che stanno facendo i conti con la realtà. Peccato siano venuti a mitissimi consigli solo per paura delle sanzioni, senza una proposta italiana per migliorare l’Europa. Il mio governo fece la manovra in due settimane, senza togliere alcuno spazio al dibattito in Parlamento
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di Mario Monti*

 

Credo che la Commissione europea annuncerà che non vede gli estremi per aprire la procedura di infrazione contro l’Italia. Lo penso e vedo che viene dato per scontato, ma ricordo che bisogna attendere un pronunciamento ufficiale. Finora ad allora, meglio essere prudenti. E se ministro Tria ha fatto una piccola fuga in avanti di comunicazione, può darsi che ci sia stata, penso che sia un indennizzo che si merita dopo il trattamento riservato alla sua persona prima, alla sua mummia poi, alla sua resurrezione in seguito.

 

Perché c’è stato questo accordo con la Commissione Ue? Perché c’è stata una retromarcia molto importante da parte del Governo. Io voglio essere positivo e incoraggiante nei confronti del Governo; questa retromarcia è un passo avanti. Un passo avanti e un passo importante in un gruppo di adolescenti che stanno scoprendo la realtà, che è molto diversa dalla rappresentazione che ne hanno dato e sulla base della quale hanno ricevuto milioni e milioni di voti.

 

La retromarcia è stata in diversi sensi. C’è sicuramente retromarcia contenutistica, perché hanno ridotto il disavanzo e altre cose, ma c’è una retromarcia secondo me molto più importante, perché queste bellicose forze irredentiste, nazionaliste, anti europee hanno accettato con un’insospettabile docilità la giurisdizione, la competenza dell’Unione europea. In fondo, dopo aver detto che magari l’Italia avrebbe anche minacciato un giorno di lasciare l’Unione europea, sono arrivati a mitissimi consigli perché tutto questo, che abbiamo seguito con attenzione in queste settimane, è stato fatto non – come mi sarebbe piaciuto – per affermare una proposta italiana su come migliorare l’Europa, ma semplicemente per evitare che l’arbitro europeo sanzionasse l’Italia.

 

Quindi molto bene la fine, chiamiamolo un passo avanti verso la maturazione e non una retromarcia, ma dal punto di vista di come esce l’Italia nell’immagine è un mezzo disastro. Ora speriamo che succeda una di queste due cose: o, e sarebbe la preferibile, Salvini è Di Maio , che sono stati i protagonisti di questa avanzata con retromarcia, riconoscono che per il futuro debbono imparare a governare, oppure i cittadini italiani, se questo non avverrà, ne prendano atto.

 

Credo, per chiarire il quadro delle questioni, che sia importante tenere presente una cosa che viene spesso dimenticata. L’Unione europea non impedisce nessuna spesa pubblica. Uno Stato può fare tutta la spesa pubblica che vuole, senza limite. Pone solo un limite a quanto, di quella spesa pubblica, può fare in deficit. Quindi è perfettamente immaginabile realizzare il 100% dell’obiettivo che una forza politica ha in materia di redistribuzione di reddito di cittadinanza. Basta farlo pagare agli italiani abbienti, evasori e non evasori, di oggi anziché agli italiani di domani.

 

(Rispondendo alle contestazioni del deputato leghista Rixi, per il quale l’Italia paga la spesa pubblica di altri Paesi)

 

Che l’Italia paghi la spesa pubblica di altri Paesi non è assolutamente vero. Il punto essenziale è che nessuno può dire che l’Unione europea limita la spesa di un Paese, perché non è vero. Io dico solo che il Governo italiano, se vuole, può dare il doppio, il triplo, di reddito di cittadinanza. Basta che reperisca le entrate necessarie.

 

(Rispondendo a Rixi contesta come, secondo il ragionamento di Monti, il Governo dovrebbe aumentare le tasse facendo così crollare la produzione e i consumi)

 

No, il Governo se facesse questa scelta dovrebbe combattere l’evasione fiscale, anziché fare i condoni.

 

(Rixi ribatte che la crescita non si fa aumentando le tasse e contesta a Monti che con le alcune misure, quando era al Governo, ha distrutto la nautica italiana e provocato il panico nelle aziende. Il senatore a vita risponde)

 

E le mie misure hanno salvato ltalia, evitando che facesse la fine della Grecia.

 

Vorrei sottolineare poi che, anche in condizioni di emergenza, oltre a impiegare due settimane, anziché sette mesi, a mettere in campo tutta la politica economica del Governo, abbiamo dato massima voce al Parlamento e abbiamo usato le esigenze e le richieste del Parlamento italiano per negoziare in sede comunitaria, ottenendo determinati risultati. Non abbiamo fatto la compressione del Parlamento perché si impiegano sei mesi per discutere con l’Europa.

 

*Senatore a vita, già presidente del Consiglio

 

 

 

*Si tratta di interventi fatti dal senatore Monti in due puntate di “Omnibus”, su La7

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