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Monti: io prono all’Ue? Una favola, ecco perché

Mario Monti, ex commissario europeo ed ex premier
L'ex commissario europeo ed ex premier: "Prego di non credere che tutti i governi precedenti, come vuole la favola, siano stati succubi della Germania e dell'Europa. Questa è una favola che solo in Italia si può raccontare impunemente, perché all’estero sanno benissimo che è stata l'Italia con uno sforzo, con un colpo di reni del proprio risanamento e delle proprie alleanze che nel 2012 ha costretto anche la Germania ad accettare lo scudo salva-spread, e anche una politica monetaria più ampia
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Ecco l’intervento di Mario Monti (“Io prono all’Ue? Una favola, ecco perché”), ex commissario europeo ed ex premier itaiano, pubblicato nell’edizione odierna del Nuovo Corriere Nazionale. Per leggere gratuitamente l’edizione digitale sfogliabile da pc, tablet e smartphone basta andare su https://www.nuovocorrierenazionale.com.Per andare direttamente all’edizione di oggi del giornale sfogliabile il link è: https://www.nuovocorrierenazionale.com/edizione-digitale

 

di Mario Monti*

 

Ci sono favole ricostruite ad arte sul passato. Vorrei cominciare con quella di tutti i governi italiani precedenti sempre sottomessi all’Unione europea e alla volontà della Germania. Anzitutto ricordo, ma lo sappiamo tutti, che non è stata la Germania a volere l’euro, sono state la Francia e l’Italia a volere che la Germania condividesse con loro e col resto d’Europa un’unica moneta.

Al momento della riunificazione i tedeschi hanno mal sopportato la rinuncia al loro amato marco.

 

Detto questo, è vero che anche la Germania come tutti gli altri paesi ha tratto beneficio dal mercato unico e dall’euro, non è affatto vero che sempre i governi italiani siano stati sottomessi alla Germania.

 

Forse non si ricorda che se la politica economica e monetaria europea dal 2012 è cambiata sostanzialmente, questo è stato prima di tutto grazie al governo italiano dell’epoca (il governo Monti, ndr), con la propria azione di politica economica all’interno del paese che ha dimostrato di fare seriamente, con la costruzione di alleanze con Francia, Spagna e l’appoggio degli Stati Uniti.

 

Credo che quando la Commissione europea si riferisce a impegni presi anche da questo governo italiano si riferisca alle raccomandazioni specifiche per ogni paese adottate dal Consiglio europeo, ovviamente con la partecipazione dell’Italia, in luglio, quindi già sotto questo governo.

 

E che proiettavano un andamento per il disavanzo pubblico diverso da quello che è stato poi tratteggiato nella manovra. Comunque prego di non credere che tutti i governi precedenti, come vuole la favola, siano stati succubi della Germania e dell’Europa. Questa è una favola che solo in Italia si può raccontare impunemente, perché all’estero sanno benissimo che è stata l’Italia con uno sforzo, con un colpo di reni del proprio risanamento e delle proprie alleanze che nel 2012 ha costretto anche la Germania ad accettare lo scudo salva-spread, e anche una politica monetaria più ampia (il riferimento è al famoso discorso con cui nell’estate 2012 il presidente Mario Draghi assicurò che avrebbe fatto whatever it takes, qualunque cosa fosse necessaria, per salvare l’euro, e poi fu annunciato l’Omt. Quindi, nel 2015, sarebbe arrivato il Quantitative easing della Bce, ndr).

 

Sempre nel 2012 fu apprestato su insistenza dell’Italia il meccanismo anti-spread che oggi è in opera e si chiama Omt (Outright Monetary Transactions, transazioni monetarie dirette, ndr): è una cosa che la Banca centrale europea può fare per i paesi che fossero in specifica difficoltà, può intervenire nel loro mercato dei titoli di stato.

 

Solo che questo meccanismo è stato riservato, io credo giustamente, per i paesi che sono in regola con le norme europee.

Quindi non vorrei che l’Italia avesse bisogno un giorno di questo meccanismo di intervento della Banca centrale europea, per scoprire poi che però è riservato a quei paesi che non hanno avuto questo tipo di contraddizione con l’Unione europea (per attivare l’Omt, il paese che li chiede deve aver negoziato un programma di salvataggio con l’Europa, ndr).

 

*Intervista rilasciata a Omnibus La7

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