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Momenti di trascurabile felicità, Pif e Luchetti ‘sorridono’ sul senso della vita

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Lo yoga e l’Autan non sono in contraddizione? La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo? Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo? E la frase: ti penso sempre, ma non tutti i giorni, che sembra bella, è davvero bella? Sono solo alcune delle domande a cui Pif (al secolo Pierfrancesco Diliberto) cerca di dare una risposta nell’ora e 32 minuti che gli è concessa per fare un bilancio e modificare la sua vita dopo la morte.

È, in estrema sintesi, la trama di Momenti di trascurabile felicità, il film di Daniele Luchetti, da oggi al cinema, che vede come protagonista l’attore siciliano. Accanto a lui ci sono la cantante Thony, che interpreta la moglie Agata, e Renato Carpentieri, l’impiegato del paradiso con cui Paolo (Pif) si confronta dopo la sua morte. Sullo sfondo una Sicilia ‘normale’, senza la mafia, diversa da quella rappresentata di solito sul grande schermo.

Il film, partendo da una situazione di fantasia estrema, affronta il tema, piuttosto reale, dell’importanza effettiva delle cose che viviamo e di cui ci circondiamo. Al protagonista, infatti, viene offerta l’occasione di tornare indietro per un’ultima volta, ma il tempo molto limitato a disposizione lo costringe a scegliere le sua ‘priorità’. Il film nasce dai libri di Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità del 2010 e Momenti di trascurabile infelicità del 2015. Lo scrittore ha curato personalmente la sceneggiatura del film, che firma insieme al regista Daniele Luchetti.

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