MANIFESTO DEI VALORI

NUOVO CORRIERE NAZIONALE

Un’iniziativa editoriale che si presenta con un Manifesto dei valori può sembrare un’anomalia. Per noi è invece la forma massima di trasparenza verso i lettori, su carta o in digitale, i telespettatori, i radioascoltatori (d’ora in poi “lettori”) e più in generale tutti i cittadini, per rendere chiare ed evidenti le sue linee d’azione, l’approccio deontologico e le sue basi culturali. Un Manifesto che rende espliciti, e quindi costantemente confrontabili con i prodotti che vengono realizzati, le motivazioni, gli obiettivi, le procedure, il ruolo sociale, in una parola l’abito mentale della nostra informazione.

1) Noi vogliamo contribuire a superare la realtà di un Paese e di territori che non riescono a cogliere le opportunità del presente e a progettare il futuro. La nostra informazione, andando al di là del racconto della notizia per approfondire i fatti, realizzando inchieste, promuovendo il dibattito e il colloquio con e tra i lettori, mira a favorire l’incremento del capitale civile e sociale: ossia aiutare le persone ad essere più libere, preparate e critiche. La nostra informazione, soprattutto per quanto riguarda il quotidiano cartaceo e digitale, avrà quindi le caratteristiche di un settimanale quotidiano.

2) Noi vogliamo realizzare uno sforzo costante per fornire ai lettori gli strumenti per comprendere il mondo che ci circonda, cercando di dare loro tutte le informazioni e gli approfondimenti necessari per farsi una propria idea autonoma sugli avvenimenti e sulle questioni che la realtà pone davanti. In questo senso utilizzeremo il più possibile la famosa distinzione, di scuola anglosassone, tra notizia e commento.

3) Noi pensiamo che l’ancora, l’architrave, l’aspirazione della nostra informazione sia quella di promuovere, a tutti i livelli, il valore della libertà, intesa nel suo senso più pieno che include anche il valore della solidarietà. Perché libertà è prima di tutto libertà di accesso, e quindi nostro compito sarà aiutare a capire e a rimuovere gli ostacoli verso sempre maggiori spazi di libertà, di benessere e di equità grazie a istituzioni che garantiscano tale possibilità senza strozzature di ceto, di casta o di censo, in modo che nella competizione prevalgano le capacità, il merito. Un’informazione, quindi, che rappresenti i valori di una democrazia liberale avanzata, nemica di per sé dei lacci e lacciuoli inutili e dannosi, che rifugge lo statalismo assistenziale, come pure la prepotenza dei privati quando il mercato è chiuso a tutela di cerchie ristrette, e su questo fronte promuove un welfare efficace, inclusivo ed equo, mettendo in evidenza il tanto che il libero mercato, all’interno di istituzioni efficienti, può fare in tale campo cruciale. In questo contesto, noi crediamo in un’informazione “laica” nell’individuare con pragmatismo le soluzioni migliori, le idee innovative ed efficaci, difendendole e promuovendole. Un’informazione che sveli, denunci e combatta, nelle piccole come nelle grandi cose, tutte le barriere all’accesso, le “lastre di vetro” che impediscono la mobilità sociale in conseguenza di privilegi. E costante sarà la nostra attenzione nei confronti delle istituzioni perché svolgano questo compito, come è loro dovere. Segnalando, raccontando e approfondendo sia le esperienze positive che quelle negative in cui l’uguaglianza delle opportunità viene negata nei fatti dalle istituzioni, anche in modo indiretto. Trasparenza, correttezza, rispetto delle regole, corrispondenza tra compiti previsti e azioni concrete: queste saranno le lenti attraverso cui leggeremo l’efficacia delle istituzioni, sia pubbliche che private.

4) Noi crediamo, in questo contesto, che per una società e una vita libera e giusta sia cruciale l’avvicinamento massimo delle condizioni di partenza di ognuno. Notevole sarà pertanto l’attenzione per il mondo della scuola e dell’università, come fattore di promozione umana e sociale e come elemento chiave di riequilibrio dei divari per nascita (qui l’attenzione su inefficienze e storture del sistema sarà massima). E massima sarà l’attenzione anche sul tema dell’accesso al credito, che necessita di istituzioni finanziarie solide e trasparenti, garantendo così davvero la democrazia sostanziale dell’uguaglianza delle opportunità, premiando le capacità e il merito anche di chi non ha risorse per nascita o per relazioni.

5) Noi crediamo che questi valori siano prima di tutto quelli delle piccole e medie imprese. Pertanto saremo attentissimi a temi come libertà di mercato, servizi pubblici e privati efficienti e trasparenti valutati col principio dei costi/benefici, facilità generale nell’accesso a questi servizi, storture e pesantezza del sistema tributario, valorizzazione del ruolo e dell’immagine dell’imprenditore che compete sul mercato aperto, qualità come scelta strategica, innovazione, effettivo accesso al credito. Da qui una particolare attenzione a questo mondo – e più in generale al mondo dell’impresa, compresa quella in forma cooperativa che soprattutto in alcune regioni ha svolto e svolge un ruolo prezioso – che sentiamo particolarmente vicino e che, “alleato” con altre fasce sociali, fa e può fare molto per la crescita e il benessere personale e sociale.

6) Noi crediamo di dover promuovere, nella nostra informazione, il mondo delle professioni aperte alla competizione. Perché crediamo che le professioni possano essere presidio di libertà intellettuale e morale.

7) Noi crediamo che la promozione della libertà sia anche avere un atteggiamento convintamente garantista, attento appunto ai diritti – pure mediatici – di chi viene accusato, come è garantito dalla nostra Costituzione. Raziocinio, equilibrio, completezza dell’informazione saranno le stelle polari che seguiremo per presentare in modo corretto le questioni giudiziarie, come d’altronde tutte le altre.

8) Noi crediamo a un’informazione pienamente rispettosa delle regole deontologiche della nostra professione, talvolta disattese. Dalle procedure (la verifica puntuale e più ampia possibile delle notizie), al linguaggio che deve essere pertinente, a scelte come ad esempio quella di non fornire, se non quando ci siano motivi di evidente rilievo pubblico, notizie di suicidi, che riteniamo rientrino nella sfera privata della persona. Oltre alle tante altre regole di comportamento ormai patrimonio acquisto della deontologia giornalistica. In queste, di particolare rilievo sono l’assoluta tutela dei minori e il rispetto a tutto tondo della privacy.

9) Noi ci impegniamo, su questi e sugli altri temi all’attenzione dell’opinione pubblica, a promuovere il dibattito più ampio possibile. Riservandoci di prendere posizione anche in maniera decisa, ma senza che ciò significhi in alcun modo penalizzare visioni e argomenti diversi dai nostri. Con l’obiettivo di incidere sui processi sociali, economici, culturali e civili, coagulando opinioni e prese di coscienza sui fatti che accadono.

10) Noi vogliamo, in sintesi, essere l’espressione di un’informazione moderna, consapevole e preparata, che da un lato si rivolge alle élite affinché esplichino il loro ruolo fondamentale di promozione della libertà e del benessere collettivi rimuovendo gli ostacoli alla mobilità sociale, dall’altra alla generalità della pubblica opinione per ritrovare il senso di un destino comune, per essere protagonisti della propria vita, per vivere in una società più civile e con più opportunità.

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Nuovo Corriere Nazionale Edizione 19 07 2018

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