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Macchè ‘parametri zero’: c’è il boom-commissioni

Giocatori a scadenza di contratto, i club risparmiano sul costo dei cartellini ma vedono lievitare quelli imposti dagli agenti. I casi limite di De Vrij e Asamoah
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Li chiamano ‘parametri zero’ ma questa definizione nel calcio, soprattutto agli alti livelli, ormai ha perso ogni valenza. Perché se ‘parametri zero’ significa che non costano nulla, oppure che il loro cartellino è gratuito perché hanno il contratto in scadenza oppure è già scaduto e non verrà rinnovato, beh, non si fa i conti con le variabili. La prima delle quali è naturalmente l’ingaggio, ovvero lo stipendio di un giocatore. Quando c’è la possibilità da parte di un giocatore di fare risparmiare un club sul costo del cartellino, è molto probabile che aumenti di conseguenza la richiesta dell’ingaggio, oppure – in caso di interessamenti plurimi – che si apra un’asta destinata a far lievitare l’entità dello stipendio. Ma se questo avviene in maniera del tutto trasparente, ecco l’altra variabile che trasforma i parametri zero in acquisti veri e propri da parte dei club: le commissioni che vengono pagate agli agenti dei calciatori. Anche in questo caso si tratta di aste, di sfide all’ultimo rilancio fra club per conquistare la disponibilità o il gradimento di un agente, che poi sarà particolarmente convinto nell’indirizzare la scelta del suo assistito. Tutto legittimo, tutto alla luce del sole, ma insomma. Il brutto è che i club, non solo quelli italiani, negli ultimi anni si sono adattati a questo andazzo ed hanno trattato cifre elevatissime con gli agenti, anche simili se non superiori a quelle del costo di un normale cartellino. Ci sono casi eclatanti come quelli di De Vrij o di Asamoah, per i quali l’Inter ha messo a bilancio una decina di milioni di euro. Il rinnovo del centrocampista olandese con la Lazio è sfumato a cifre praticamente identiche a quelle che gli offriva l’Inter e pare proprio che a fare la differenza sia stata appunto la commissione da 5,5 milioni di euro versata all’agente. Quanto ad Asamoha, siamo arrivati a 3,3 milioni per gli agenti, che hanno poi indotto il giocatore a insistere per la destinazione nerazzurra superando anche le resistenze della Juventus nella volontà di non rinforzare una diretta concorrente. La stessa Juventus ha preso Emre Can dal Liverpool senza pagarne il cartellino ma distribuendo a bilancio ben 16 milioni di euro di ‘oneri accessori’. Appunto commissioni. il Manchester United a suo tempo prese il 19enne Pogba a parametro zero, sia pure con una commissione da 1,65 milioni, per poi rivenderlo alla ‘modica cifra’ di 101 milioni e rotti di euro con tanto di maxi commissione al re degli agenti Mino Raiola da 50 milioni. E’ evidente che i compensi ai procuratori siano diventati un elemento determinante per indirizzare la scelta dei giocatori, con una spesa che resta comunque generalmente minore rispetto a quella che un club dovrebbe sostenere per pagare il cartellino ad un altro club. E’ la definizione di ‘parametro zero’ a cadere quasi del tutto, perché qui da considerare di valore pari a zero non c’è assolutamente nulla.

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