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L’ora dell’e-commerce: compra online il 67% degli italiani

La quota cresce dopo 5 anni: sono 35,5 milioni
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di Matilde Verdi

Gli acquisti? Si fanno su internet, o almeno ci si prova. Gli italiani sono sempre più decisi a sfruttare le nuove tecnologie, non perché questo gli venga imposto, ma perché consapevoli che la rete rappresenta uno strumento nuovo, capace di migliorare la vita di tutti i giorni. Così, dopo cinque anni di sostanziale immobilità, torna a crescere il numero di coloro che acquistano su internet o che utilizzano la rete per compiere almeno una delle operazioni connesse all’acquisto di un prodotto. Si tratta del 67% della popolazione con più di 14 anni, pari a circa 35,5 milioni di persone nel 2018. Quota, questa, aumentata del 7% rispetto al 2017, dopo cinque anni di sostanziale immobilità.
Lo rivela una ricerca realizzata dall’osservatorio Multicanalità del Politecnico di Milano, che rileva un generale miglioramento della capacità dei cittadini di utilizzare determinati strumenti tecnologici. Miglioramento che, nel caso specifico dell’e-commerce, si sostanzia in una sempre minore separazione del momento informativo, spesso realizzato in rete, da quello dell’acquisto vero e proprio del prodotto, tradizionalmente legato al negozio fisico. L’indagine distingue quattro diverse figure di frequentatore del web per acquisti, che identificano legami più o meno stretti con la tecnologia. La crescita maggiore, in termini di diffusione della figura, l’hanno fatta registrare gli ‘e-shopper’, coloro che usano la rete per tutte le fasi dell’acquisto, aumentati di 2,5 milioni nel passaggio dal 2017 al 2018, raggiungendo quota 23,1 milioni quest’anno. Guardando alla crescita da un anno all’altro, il gruppo più dinamico è rappresentato dai cosiddetti ‘cherry picker’, gli utenti più conservatori (e più anziani) che si avvicinano ad internet per la prima volta, aumentati di 1,9 milioni rispetto al 2017. Il terzo gruppo, che ha fatto registrare ottime performance, è quello degli ‘everywhere shopping’, composto dai consumatori con più dimestichezza con la rete, che acquistano, appunto, ovunque e in qualsiasi situazione.
Ultimo gruppo, invece, è quello degli infoshoppers, coloro che usano internet solo per informarsi sui prodotti per poi acquistarli nei negozi tradizionali.
In generale la possibilità di utilizzare la rete in almeno uno dei momenti dell’acquisto è sfruttata dai consumatori ‘pragmatici’, che sono per la maggior parte uomini (63%) di età adulta (il 51% appartiene alla cosiddetta ‘generazione x’, quella dei nati tra il 1960 e il 1980) e puntano a risparmiare tempo e denaro nel momento in cui comperano qualcosa, ponendo in secondo piano l’esperienza di acquisto. Diminuisce invece la quota di coloro che utilizzano più mezzi e tecniche di ricerca solo per pagare di meno il prodotto: i ‘risparmiatori’, infatti, nel passaggio dal 2017 al 2018 diminuiscono di 400mila unità, scendendo a quota 5,1 milioni, il 22% del totale di quanti acquistano su internet.
Fatta questa classificazione generale, tuttavia, bisogna specificare che le modalità di acquisto dipendono sia dalle abitudini di chi compra sia dal prodotto a cui si è interessati. Nella fase che precede l’acquisto, per esempio, il 95% degli ‘esperti degli acquisti in rete’, usa internet per informarsi sull’oggetto più adatto alle proprie esigenze e il 92% per confrontare i prezzi delle diverse versioni del prodotto. Ad eseguire queste operazioni, invece, sono solo rispettivamente l’89% e il 76% dei ‘risparmiatori’ e il 4% e il 3% dei nuovi utenti.
Guardando ai prodotti, il settore dell’elettronica è quello in cui l’acquisto su internet va per la maggiore. La dinamica utilizzata da un utente su tre (il 36%) prevede un passaggio in negozio per osservare e valutare di persona il prodotto e l’acquisto su internet in per risparmiare sul prezzo finale. È alta, però, anche la percentuale di coloro che adottano la tecnica inversa: si informano in rete e acquistano nel negozio tradizionale. Questo permette di rilevare come le due tipologie di acquisto, in rete e nel negozio fisico, non vadano a sostituirsi ma piuttosto ad integrarsi. Ovviamente è necessario trovare un bilanciamento, poiché il negozio fisico per restare aperto sostiene spese maggiori che punta a coprire vendendo il prodotto.
Se il bene da acquistare è un capo di abbigliamento il 46% degli italiani lo acquista direttamente in negozio senza informarsi prima in rete, mentre solo l’11% lo compra in negozio dopo essersi informato online e il 18% acquista online dopo aver provato il capo nello store.
Per quanto riguarda la frequenza delle compere online, gli ‘esperti’ si collegano per acquistare in media una volta a settimana (il 30%) o una volta al mese (il 45%), mentre il 42% dei ‘pragmatici’ acquista una volta ogni 30 giorni. Cresce, ma resta piuttosto limitata, la frequenza d’acquisto in rete sia dei nuovi utenti, sia dei cosiddetti ‘risparmiatori’. È chiaro che per questo tipo di consumatori internet rappresenta uno strumento da utilizzare in maniera schematica: colta la necessità di acquistare un prodotto si ha la consapevolezza che lo trova anche in rete e che, se la transazione risulta vantaggiosa, lo si può acquistare anche lì. Per gli affezionati degli acquisti online, invece, vale il meccanismo inverso: si visitano piattaforme e siti per vedere se ci sono prodotti interessanti e, nel caso, li si acquista.
La differenza di mentalità è evidente, ma è altrettanto manifesto il cambiamento già avvenuto e quello ancora in atto. Le prospettive dell’e-commerce, quindi, appaiono decisamente positive. Non resta che aspettare e affidarsi all’intraprendenza dei nuovi (maturi e pruduenti) utenti.

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