Cronaca

L’ex terrorista rosso Battisti arrestato in Bolivia dall’Interpol

Lex terrorista Cesare Battisti, condannato in via definitiva a quattro ergastoli
Era scappato dal Brasile a dicembre, sfuggendo al mandato di cattura nei suoi confronti, facendo perdere le tracce. L a notizia confernata via twitter dal consigliere specialedel presidente brasiliano Bolsonaro. Ora verrà portato in Brasile e da lì estradato in Italia, dove è stato condannato in via definitiva a 4 ergastoli Itper la partecipazione a quattro omicidi (due commessi materialmente, due in concorso con altri terroristi) e per altri reati legati a banda armata. Battisti si è sempre proclamato innocente
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L’ex terrorista rosso Cesare Battisti è tato arrestato a Santa Cruz, in Bolivia, da una squadra speciale dell’’Interpol con agenti italiani. Battisti, condannato all’ergastolo in Italia con sentenze passate in giudicato per la partecipazione a quattro omicidi (due commessi materialmente, due in concorso con altri terroristi) e per altri reati legati a banda armata, ma in tutti questi anni rifugiato prima in Messico, poi a lungo in Francia e infine dal 2004 in Brasile dopo che nel 1981 era evaso dal carcere, aveva fatto perdere le sue tracce a dicembre, quando era stato spiccato un mandato di cattura nei suoi confronti, sulla scia del cambiamento di clima politico nel Paese carioca, prima con la caduta della presidente Dilma Roussef e l’arrivo alla presidenza di Michel Temer, poi con la salita al potere del populista di destra Jair Bolsonaro, il quale aveva preso l’impegno col governo italiano sull’estradizione di Battisti.

L’ex terrorista, 65 anni, secondo le prime informazioni, al momento dell’arresto portava barba e baffi finti. La notizia è stata confermata via twitter da Filipe Martins, consigliere speciale del presidente della repubblica Jair Bolsonaro. Scrive Martens: “Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia e sarà presto portato in Brasile, da dove verrà probabilmente mandato in Italia, così da poter scontare l’ergastolo secondo la decisione della giustizia italiana”.

Come detto, Battisti era evaso dal carcere nel 1981, quando era stato condannato in primo grado a 12 anni, scappando prima in Messico e poi in Francia, dove è stato protetto dalla ‘dottrina Mitterand’, dove ha messo su famiglia (due figlie) e dove si è guadagnato da vivere con scrittore di romanzi noir, che hanno avuto un discreto successo. In Francia aveva ottenuto la naturalizzazione. Intanto, come detto, in Italia era stato condannato all’ergastolo. Quando in Francia gli fu revocata la naturalizzazione scappò in Brasile nel 2004, dove fu arrestato nel 2007, restando in carcere fino al 2011. Nel 2010 il presidente brasiliano Lula rifiutò l’estradizione in Italia e gli concesse il diritto d’asilo e il visto permanente. Sotto le continue pressioni italiane, sulla questione nel 2011 si pronunciò, dietro sollecitazione della presidente Dilma Roussef (dello stesso partito di sinistra di Lula), il Tribunale Supremo Federale, che negò definitivamente l’estradizione in quanto i crimini commessi da Battisti secondo la legge brasiliana sarebbero caduti in prescrizione nel 2013.

Poi la svolta politica brasiliana (nel frattempo è finito in carcere, con condanna per corruzione, lo stesso ex presidente Lula) e la situazione per Battisti è di nuovo precipitata, riuscendo comunque a fuggire di nuovo prima dell’esecuzione del mandato di cattura che era stato emesso.

Cesare Battisti si è sempre proclamato innocente.

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