Sport

Leggende, paperoni ed evasori: la ‘top 10’ delle frodi nello Sport

Da Rossi a Nadal e Messi, lo studio di ‘affidabile.org’ sui contenziosi fiscali dei campioni. A farla da padroni Calcio e Fisco spagnolo, ma non solo...
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Atleti modello, famosi, amati, ammirati, esemplari in tutto ma non certo per il senso civico.
E’ più che evidente da uno studio riguardante 150 scandali di frodi nel mondo degli affari, dello sport, del gioco d’azzardo, della politica e delle Ong, effettuato dagli esperti di ‘affidabile.org’, portale comparativo contro le frodi on-line. Il cui focus mette in evidenza i dieci casi principali di evasione fiscale da parte delle leggende dello sport, inducendo alla riflessione sul ruolo e sull’influenza che certi personaggi possono comportare nei confronti dei loro fans e sui loro comportamenti. Dieci casi che tra l’altro coincidono con altrettanti contenziosi con le autorità governative dei rispettivi stati di appartenenza.
Il primo della lista per l’entità della cifra dovuta allo stato è sicuramente l’italiano Valentino Rossi, nove volte campione del mondo di MotoGp, che dal 2000 al 2004 spostò la residenza a Londra pur continuando a risiedere in Italia per evitare le tasse. Ma il record di durata spetta sicuramente a Diego Armando Maradona, e il contenzioso con le tasse italiane per 39 milioni di euro non pagati tra il 1984 e il 1991 è in atto ancora oggi dopo trent’anni, al punto che Dieguito solo recentemente è potuto tornare in Italia.
A spezzare i luoghi comuni ecco il tedesco Uli Hoeness, presidente del Bayern di Monaco, che ha nascosto in una banca svizzera parte delle sue entrate (28.500.000 euro) al fisco tedesco, è stato condannato ed è stato anche in carcere per quasi due anni. Grossi problemi anche per il brasiliano Neymar, chiamato nel 2017 di fronte al tribunale di Rio de Janeiro per non aver dichiarato parte del denaro derivante dalla sua quota di trasferimento dal Santos al Barcellona. Gli italiani poi ben conoscono il caso di Cristiano Ronaldo, che ha sempre negato di avere eluso le tasse spagnole per 14.460.000 euro ma che in Spagna è stato condannato alla libertà vigilata per due anni e che con ogni probabilità si è trasferito alla Juventus anche per chiudere ogni tipo di rapporto con la Spagna a livello fiscale. C’è poi il caso del colombiano James Rodriguez protagonista di un processo in Spagna per un caso relativo ai diritti d’immagine che gli costerà 6,3 milioni di euro. E ancora: nel tennis lo spagnolo Rafa Nadal ha beneficiato di basse aliquote fiscali registrando le sue società di Maiorca nei Paesi Baschi, ora deve al fisco 5.930.000 euro. Altro campione colombiano del calcio: Radamel Falcao è stato condannato dal solito, attivissimo fisco spagnolo a 16 mesi di carcere convertiti in una multa da 96.000 euro. Ma il fisco spagnolo è un problema anche per Lionel Messi, che dalla Spagna non ha intenzione di muoversi nonostante i 12 milioni richiesti dal fisco nel 2016 e i 4,1 milioni nel 2017, con tanto di contenzioso in atto. Chiude la top ten il camerunense Samuel Eto’o: dovesse tornare in Spagna sarebbe destinato a scontare i suoi 10 anni di reclusione per non aver pagato le tasse sui diritti d’immagine…

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