Cultura Libri

Legge per la lettura, card da 250 euro e albo delle librerie di qualità

Web Hosting

Tessere precaricate per acquistare volumi, albo delle librerie di qualità e istituzione delle ‘città del libro’. Arriva all’esame della commissione Cultura della Camera la proposta di legge ‘Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura’ che vede come prima firmataria la deputata del Pd Flavia Piccoli Nardelli. Il testo punta a incentivale la lettura, considerata come “mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura e la promozione del progresso civile, sociale ed economico della nazione”, anche per contrastare fenomeni quali l’analfabetismo di ritorno.

La carta da 250 euro al 65esimo compleanno

Diverse le proposte avanzate nel testo, a partire dalla carta elettronica del valore di 250 euro da rilasciare al compimento dei 65 anni ai cittadini, italiani o europei, residenti in Italia e che vivano in famiglie con Isee non superiore a 20mila euro. La somma assegnata con le card, per le quali è previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro l’anno, non andrà a costituire reddito imponibile del beneficiario e non sarà rilavante ai fini del computo del valore dell’Isee. L’iniziativa costituisce uno strumento importante per contrastare l’analfabetismo di ritorno e si accompagna a una serie di incentivi al coinvolgimento di soggetti a rischio di esclusione sociale in attività culturali.

La digitalizzazione dei volumi ‘pubblici’

Altro capitolo importante è quello della digitalizzazione dei volumi in possesso degli enti pubblici, per la quale sarà stanziato un milione di euro l’anno. La digitalizzazione, si legge nel disegno di legge, potrà essere affidata anche a enti terzi, che potranno utilizzare il materiale senza scopo di lucro e lo avranno a disposizione per non più di cinque anni. Tra gli istituti pubblici che dovranno dotarsi di una biblioteca ci sono le scuole, all’interno delle quali la gestione della stessa sarà affidata ad almeno un docente e a un membro del personale tecnico.
L’obiettivo, quindi, è far sì che tanto per gli anziani quanto per i ragazzi, fasce che potrebbero non avere denaro per acquistare volumi in negozio, l’accesso ai libri sia il più semplice e immediato possibile.

L’albo delle librerie (indipendenti e non) di qualità

La promozione della lettura, però, passa anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini che devono essere spinti a frequentare librerie e biblioteche e devono essere coinvolti in iniziative organizzate sul territorio. In questo senso la proposta di legge interviene direttamente sui punti vendita, istituendo due elenchi ufficiali: l’albo delle librerie indipendenti di qualità e l’albo delle librerie di qualità. Nel primo possono essere iscritte le librerie indipendenti che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità e diversificazione dell’offerta di libri, e che realizzano iniziative di promozione culturale sul territorio di competenza. Per librerie indipendenti si intendono le imprese commerciali non controllate da società o gruppi di società editoriali, che esercitano in modo prevalente l’attività di vendita al dettaglio di libri, che iscrivendosi all’albo possono utilizzare il marchio di ‘libreria indipendente di qualità’. Nell’albo delle librerie di qualità, invece, possono essere iscritte le librerie controllate da società editoriali o gruppi di società della distribuzione commerciale, che esercitano in modo prevalente l’attività di pubblicazione e di vendita al dettaglio di libri, che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità e diversificazione dell’offerta e che organizzano iniziative di promozione culturale nel territorio. In entrambi i casi i marchi sono assegnati al singolo punto vendita e non all’impresa, hanno validità di tre anni e sono rinnovabili di triennio in triennio.

La disciplina degli albi sarà specificata in un decreto emesso dal Ministero dei Beni e delle attività culturali entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, ma intanto sono stati stabiliti i requisiti numerici minimi che le librerie devono possedere per poter rientrare negli elenchi, come l’avere un magazzino e il mettere in vendita un assortimento diversificato di titoli. Nello specifico, il punto vendita deve avere almeno 3mila titoli nel caso si tratti di una libreria specializzata; almeno 6mila nel caso sia una libreria che tratta produzione editoriale varia e abbia un fatturato annuo derivante dalla vendita di volumi al dettaglio non superiore a 600mila euro; almeno 10mila titoli per una libreria che tratti produzione editoriale varia e abbia fatturato annuo superiore a 600mila euro. Le librerie devono inoltre garantire la qualità del servizio assegnando almeno il 12,5 per cento del fatturato annuo derivante dalla vendita di libri a spese per il personale impiegato in questa attività. A valutare le domande di iscrizione ai due albi sarà una commissione istituita presso il Centro per il libro e la lettura. La commissione sarà composta da 2 rappresentanti del ministero dei Beni culturali, 3 rappresentanti degli enti locali, scelti dalla Conferenza Stato, città e autonomie locali, 12 rappresentanti delle categorie della produzione e del commercio librario, scelti dalle associazioni di categoria (3 librai, 3 direttori commerciali di case editrici o di società di distribuzione, 3 editori e 3 scrittori) e 2 personalità qualificate del mondo della cultura, scelte dal presidente del Centro per il libro e la lettura.

Il titolo di ‘città del libro’

Le regioni e gli enti locali che si impegnano ad attuare il Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, che il governo adotta ogni tre anni, stipulando patti locali per la lettura che coinvolgano anche altri soggetti pubblici, come le scuole, e privati possono fregiarsi del titolo di ‘Città del libro’, rilasciato dal Centro per il libro e la lettura di concerto con l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Tra i requisiti essenziali per ottenere il titolo c’è quello di organizzare attività di avvicinamento alla lettura per i bambini in età prescolare e per le persone a rischio di esclusione sociale. Il titolo, che ha validità di due anni, può essere rinnovato se trascorso il periodo in questione la città dimostra di possedere ancora i requisiti iniziali.

Informazioni sull'autore

ncn

Sfoglia Gratis l’edizione di oggi:

ULTIMA EDIZIONE NCN

on-line tutti i giorni tranne il lunedì

manifesto


Web Hosting