Geo economia Geopolitica Geostrategia Governo

Italia-Cina: solo un Memorandum? Sì, ma quanti impegni…

Il presidente cinese Xi Jinping
Il documento dell’intesa tra Italia e Cina. Ecco ampi stralci del testo dell’intesa. Tanti ‘obblighi’, ma anche silenzi e contraddizioni. Il testo non è cogente, ma potrebbe far crescere dubbi e irritazioni nella comunità internazionale
Web Hosting

di Sandro Roazzi

 

Sul piano internazionale la situazione presenta ‘smottamenti’ non da poco. Il rischio no-deal, certo, in Gran Bretagna (con un primo intervento del Governo inglese per ammorbidire i dazi), ma anche l’emergere dei contenuti del memorandum Italia-Cina ancora da firmare ma con una bozza già in circolazione.

 

Per Palazzo Chigi il documento è ‘limpido’ e comunque non si tratta, è bene precisarlo, di un vero e proprio trattato internazionale vincolante. Ma egualmente si presenta come un testo molto, molto impegnativo per i due Governi.

 

Non a caso si fa riferimento esplicito al “rispetto delle leggi e normative nazionali, coerenti con i rispettivi obblighi internazionali” che, in caso di intese commerciali sembrerebbe far passare in secondo piano ad esempio le normative europee.

 

Il testo valorizza ovviamente il “ruolo che l’iniziativa della via della seta può svolgere…” e si ricollega alle conclusioni del Forum tenuto a Pechino nel maggio del 2017 (un modo per ricordare che prima del Governo Conte si era mosso in questa direzione l’allora premier Gentiloni). Poi, come è noto, si sono svolti diversi viaggi per favorire le migliori relazioni fra i due Paesi che hanno visto come protagonisti, fra gli altri, il presidente della Repubblica Mattarella, i ministri Tria e Di Maio, il sottosegretario Geraci.

 

Il documento indica molteplici obiettivi di collaborazione: “le controparti si impegnano a lavorare insieme nel progetto della Via della Seta per trasformare in vantaggi le reciproche forze complementari, nell’ottica di una cooperazione pratica e crescita sostenibile, appoggiando le sinergie tra la via della Seta e le priorità identificate nel Piano di investimenti per l’Europa e le reti trans-europee”, ovvero il famoso Ten-t nel quale dovrebbe collocarsi il non meno…famoso Tav con tutti i suoi interrogativi che stando a questo documento…aumentano. Anche perché “le controparti condividono una visione comune sul miglioramento dei trasporti affinché siano accessibili, sicuri, inclusivi e sostenibili”.

 

Ed ancora: “le controparti si impegnano ad estendere gli investimenti bilaterali e i flussi commerciali, la cooperazione industriale come pure la cooperazione nei mercati dei Paesi terzi, esplorando i sistemi per promuovere una robusta cooperazione a beneficio reciproco. Le controparti riaffermano l’impegno condiviso per realizzare scambi commerciali ed investimenti aperti e liberi, per contrastare gli eccessivi squilibri macroeconomici e opporsi all’unilateralismo e al protezionismo”. Parole, queste ultime che non suoneranno bene alle orecchie della attuale Amministrazione Usa presso la quale si è recato di recente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giorgetti.

 

La bozza scende in particolari in alcuni casi sorprendenti per la concretezza dei riferimenti: “le controparti rafforzeranno le comunicazioni ed il coordinamento bilaterale su politiche di riforma fiscale, finanziaria e strutturale, in modo da creare un ambiente favorevole alla collaborazione economica e finanziaria anche attraverso l’avvio di un dialogo finanziario Italia-Cina, tra il Ministro dell’economia e della finanza della Repubblica italiana ed il Ministro delle finanze della Repubblica popolare cinese”.

 

C’è spazio per riferimenti agli “scambi interpersonali ”, a “sviluppare “la rete di gemellaggio tra le città”, all’impegno comune verso uno “sviluppo ecologico, circolare e a basse emissioni di carbonio”, collaborando “nel campo della protezione ambientale, dei cambiamenti climatici…”. Verrebbe da dire a questo proposito che ben venga questa direzione di marcia sulla quale finora il Governo è rimasto a propositi sulla carta (quella del contratto…).

 

Sono incluse anche affermazioni sulle modalità di collaborazione: incontri, scambi di informazioni (finalizzate… prudentemente “allo scopo di aumentare la trasparenza e incoraggiare la partecipazione dei cittadini provenienti da tutti i settori della società:”) – “Le controparti   si impegnano ad esplorare i modelli di cooperazione a vantaggio reciproco per sostenere le principali iniziative nell’ambito della Via della Seta. Le controparti seguiranno i principi del mercato, promuoveranno la cooperazione fra capitale pubblico e privato, incoraggeranno gli investimenti ed il supporto finanziario attraverso approcci diversificati (…) Le controparti si impegnano ad esplorare congiuntamente tutte le opportunità di cooperazione tra Italia e Cina e di possibile cooperazione in paesi terzi”.

 

Uno scenario davvero ampio e fortemente sostenuto da una logica bilaterale, che dovrà poi calarsi nella realtà delle alleanze geopolitiche, ma anche con un quesito non di poco conto: e rispetto alla tendenza ovvia e scoperta della Cina di ergersi a potenza egemone specie in campi delicati come l’intelligenza artificiale, le tecnologie sensibili, il trasferimento di conoscenze, come si procederà? Nella bozza infatti nulla è presente.

 

Altra impressione che potrà essere fugata è quella che gli scambi fanno premio su tutto, dagli standard tecnici ai diritti. E sui diritti, le tutele del lavoro sono totalmente ignorati.

 

Nulla è peraltro deciso e la stessa bozza potrà cambiare. Del resto l’interesse reciproco fra Italia e Cina fa parte di una lunghissima storia. Ma si profila comunque la possibilità che anche questo tema diventi uno scoglio sul percorso del Governo (si vocifera di un ennesimo chiarimento fra Salvini e Di Maio): le opposizioni hanno già messo nel mirino questo orientamento, che sarebbe lesivo della sovranità del Paese e del suo ruolo nel Vecchio continente (ma Conte replica: non saremo un cavallo di Troia dei cinesi in Europa).

 

Che questo passo non sia cogente né per l’Italia né per la Cina potrà svelenire il clima interno, ma potrebbe far crescere dubbi ed irritazioni nella comunità internazionale.

Informazioni sull'autore

g.castellini

Sfoglia Gratis l’edizione di oggi:

ULTIMA EDIZIONE NCN

on-line tutti i giorni tranne il lunedì

manifesto


Web Hosting