Sport

Infantino l’antisistema ‘chiama’ la rivoluzione

‘Stop ai prestiti, mettiamo un tetto alle spese dei club’

Il calcio? Iniquo e dunque destinato ad essere cambiato. E non lo dice un tifoso al bar ma il numero uno del calcio mondiale, il presidente della Fifa Gianni Infantino. Uno che ha tutta l’intenzione di lasciare la sua impronta, condivisibile o meno che sia. E che oggi sostiene senza mezzi termini come sia necessario rivoluzionare il mercato del calcio e il sistema dei trasferimenti che devono essere molto più trasparenti, impostando prima di tutto un limite insuperabile sulle spese di ogni club, in un cammino condiviso da federazioni, associazioni che le compongono, leghe, sindacati, club ma anche governi ed enti politici internazionali.
‘Il calcio non si può permettere trasferimenti di giocatori che sollevino dubbi e sospetti in tutto il mondo’, ha detto Infantino al quotidiano “Le Parisien”. Il problema è semplice: stipendi dei giocatori e prezzi dei cartellini astronomici sono la naturale conseguenza non di un mercato impazzito ed incontrollabile, quanto soprattutto dei mancati controlli da parte di adeguati organi di vigilanza. Insomma, ai club – e dunque in particolare a quelli più ricchi e potenti – è lasciato il potere di fare e disfare da parte di un ‘sistema sin troppo fragile’ e permissivo.
Nel mirino di Infantino ci sono ad esempio i prestiti: ‘E’ inammissibile come un club abbia troppi giocatori sotto contratto e dunque li presti alla concorrenza, minando inevitabilmente la regolarità del gioco e favorendo una speculazione sul valore reale dei giocatori’. Da qui l’intenzione di stabilire un limite al numero dei giocatori di proprietà e di conseguenza dei giocatori in rosa, mentre da parte del numero uno della Fifa non ci sarebbe l’intenzione di intervenire ponendo un tetto agli stipendi dei giocatori né un limite alle cifre da spendere per un trasferimento, quanto invece ‘ un limite alla spesa totale dei club’. Insomma, chi forma un giocatore deve goderne i frutti, mentre club e giocatori stessi devono essere protetti dal sistema del denaro. Come dargli torto?

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