Cultura

Il ‘Mazzini occulto’ e illuminato

Discutere dei fatti degli eroi mitizzati della nostra giovinezza, a cui la Patria ha dedicato strade, piazze, scuole, e delle conseguenze che tutto questo ha oggi, alla luce dei nuovi documenti decrittati e resi noti su realtà fin troppo celate, con un intellettuale di rara finezza e onestà come Davide C. Crimi, ha dato vita ad una serie di ripensamenti sull’opera di Mazzini (in foto) che a me, studiosa di storia dell’Unità d’Italia, ha aperto nuovi aspetti delle vicende di cui ci sentiamo esperti e conoscitori.
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di Caterina Luisa De Caro

Come nel definire il percorso di crescita politica e sapienziale di Giuseppe Mazzini, oggi, alla luce del revisionismo storico che impietosamente mette in dubbio i protagonisti dell’Unità italiana come ammantati di un patriottismo e di un alone di propagandistica bontà e coerenza nei moti e nei miti, che li vogliono compatti e salvatori per un unico ideale di patriottismo unificante, ma che stanno cedendo la loro granitica struttura alla luce delle nuove rivelazioni. Giuseppe Mazzini in tutto questo rimane defilato. Al massimo si sa che la su opera incide nei decenni che vanno dal 1830 all’Unità d’Italia, e per gran parte degli studenti rimane lo sfigato che ha provato attraverso un quarantennio, vagando per l’Europa, a fondare giornali ed associazioni con il fine patriottico, e mandando a morire in spedizioni impossibili giovani arditi di ideologie e promesse, come i fratelli Bandiera e Pisacane. Si dimentica che l’ideologia mazziniana aveva una posizione di tutto rispetto nelle posizioni politiche che traversano gli anni rivoluzionari dell’Ottocento, in cui i movimenti anarchici, socialisti, liberali e infine comunisti, diedero vita al dibattito cui Hegel aveva dato lo spunto dalla sua filosofia per magnificare la nascita della Coscienza come mezzo e strumento per il singolo di definirsi. “Non migliore del suo tempo, ma questo suo tempo nel modo migliore”, dando all’azione politica lo spunto per esser tale, facendo acquisire alle masse, finalmente, la coscienza del loro essere storia. Processo iniziato da Fichte, in Germania, con gli Scritti alla Nazione tedesca, pubblicati al fine di infondere nelle masse la prerogativa di essere un popolo unico, con un ideale chiaro e fermo verso il progresso e la spinta storica, e questo messaggio doveva essere infuso nell’azione dell’intellettuale in Germania. Da questo nasce la missione del Dotto, dell’intellettuale che deve preparare e ricordare quali principi distinguono i popoli e fanno le caratteristiche tipiche da renderli ciò che sono. Da tutto questo si forma Mazzini, intriso di idealismo, storicismo e spinte cosmopolite e collegate alla Fratellanza universale, alla capacità che ha il filosofo di platoniana memoria di essere il detentore della responsabilità politica, di condurre il processo evolutivo economico in armonia tra le classi, sostenuto da un disegno ardito di collaborazione e religiosità, oltre che dal voler affermare la propria identità patriottica di repubblicano ligure, tradito dal Congresso di Vienna, nel 1814, che aveva ceduto le due repubbliche italiane: una, Venezia, all’Austria; l’altra, Genova, ai piemontesi. Come dice Davide Crimi del suo scritto, “non è un libro di poesia in senso tecnico, ma può definirsi un poema biografico in prosa”, ma in realtà è molto di più. È un’apertura ad un mondo, quello dell’esoterismo, delle vicende e degli incontri che fanno crescere i pensieri e meglio ne definiscono gli ambiti. Crimi riesce, alla luce di documenti inediti o sconosciuti ai più, a rendere Mazzini un protagonista eccelso, un pensatore fine e caparbio nel voler capire il suo tempo con le culture che convivevano nella sua repubblica, e che l’avevano resa per decenni inattaccabile e potente.
Gli incontri con gli uomini illustri, soprattutto collegati al movimento rivoluzionario del tempo a Londra, lo portarono alla considerazione che si potesse lavorare per dare una soluzione ad un problema che stava infiammando l’Europa: la questione sociale. Una riunione popolare tenuta il 28 settembre 1864 in St. Martin’s Hall a Londra (in favore della Polonia, allora subente una nuova repressione russa) offrì lo spunto per far la proposta, accolta con entusiasmo: l’Associazione internazionale degli operai fu fondata ad opera dei socialisti scientifici Marx ed Engels, vi parteciparono i proudhoniani, gli anarchici, con Bakunin, e anche Mazzini ne prese parte. L’assemblea elesse un Consiglio generale provvisorio con sede a Londra, ma riscontrata la forte matrice ideologica egemonizzante di Marx, che vedeva solo nelle forze operaie la rivendicazione di nuova classe emergente, Mazzini prese le distanze. Il suo progetto era di emancipare tutto il popolo, non intero idealmente come fino allora era stato per la classe liberale borghese, ma alla partecipazione attiva anche delle masse dei contadini e degli ultimi. Per questo la funzione dell’intellettuale diviene fondante, perché egli è il riferimento, l’educatore e l’espressione politica di un popolo, ne esprime al meglio attraverso le richieste di riforme l’ideale. Per Mazzini lo studio della cultura ebraica, la Massoneria e l’eccezione nazionalistica della Carboneria, sono solo il preludio ad affrontare il suo tempo. Il genovese appare un grande iniziato, un illuminato e un apostolo proiettato a costruire una società futura in cui la partecipazione attiva è l’elemento di progressione spirituale e politica. Verificare, alla luce dei documenti, quanto fossero correlati gli avvenimenti e gli uomini, definisce non solo la serietà del ricercatore, ma la validità del testo, che rimane una folgorazione per chi non conosce approfonditamente il personaggio. La presentazione del testo avverrà a Roma il giorno 8 dicembre, nella sede della casa editrice, in via Avezzano. Credo che la saggezza e la conoscenza grandissima dell’argomento diano all’ascoltatore un bel pomeriggio di riflessione e di dibattito con l’autore. Rimane da consigliare l’opera di Davide C. Crimi, Mazzini Occulto, edito da Atanòr: un bel libretto, pieno zeppo di nozioni e aneddoti caratterizzanti il personaggio e l’ambiente sapienziale, misterioso e dotto, che ha dato vita al suo profondo pensiero.

Informazioni sull'autore

Alessio Garofoli

Nasco a Roma nell'anno in cui esplode la lotta armata. Come giornalista professionista e comunicatore mi sono sempre occupato di politica e affini.

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