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Il fair play finanziario funziona

Il report Uefa: calcio europeo in attivo dal 2017, è la prima volta che si chiude con il segno più. Anche il calcio italiano (+85 milioni) può sorridere. Il presidente Uefa Ceferin non ha dubbi: 'E' tutto merito del Fpf'
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Il calcio europeo e anche quello italiano vedono la luce. Un’affermazione suffragata dai fatti e dalle cifre relative a 718 club (tutti quelli delle massime serie dei campionati europei) per la stagione 2017, chiuso con un sorprendente segno + nel bilancio delle spese e dei ricavi. Ventinove dei 54 campionati della massima divisione sono in utile, rispetto a solo otto anni fa. Anche da noi niente più rosso fisso, da capire se si tratta di una eccezione oppure del primo passo di un nuovo trend dopo decenni di deficit strutturale. L’attivo continentale è di 600 milioni di euro, quello italiano supera gli 85 milioni. Il merito? Il presidente della Uefa Aleksander Ceferin non ha alcun dubbio: ‘Dobbiamo ringraziare il Fair Play Finanziario. Nel 2011 la perdita era di 1,7 miliardi. E’ la dimostrazione che il sistema di licenze funziona: abbiamo offerto ai club la piattaforma per controllare i costi e pagare i debiti’. A livello economico la crescita del calcio europeo negli ultimi vent’anni è stata esponenziale, fino a contare i ricavi intorno ai 20 miliardi di euro in più. Il problema è stato sempre rappresentato dal fatto che insieme ai ricavi sono cresciute in maniera esponenziale anche le spese (600 milioni nel 2008, 1,2 miliardi nel 2009, 1,7 miliardi nel 2011), spesso incontrollabili e folli, al punto tale da far temere per un crac del calcio cui si è cercato di porre rimedio tramite il sistema delle licenze fortemente voluto da Michel Platini.
Ebbene, sono passati ormai otto anni dall’adozione della adozione del Fair Play Finanziario, che spesso tra mille polemiche ha adottato misure di grande austerità anche nei confronti di club importanti (e non sono mancate disparità di trattamento che hanno fatto gridare allo scandalo) ma ora sì, si comminciano a vedere i risultati.
Anzi, i risultati si sono visti quasi subito: deficit da 1,1 miliardi nel 2012, quindi 800 milioni, 700, 500, 300 nel 2016, fino al sorprendente 2017 con 600 milioni di attivo. Una decrescita felice.
I cinque campionati più importanti d’Europa la fanno da padrone anche nei ricavi: la Premier League quest’anno ha chiuso a 5,34 miliardi, con un rapporto tra utile e perdite del +10,3%; la Liga a 2,89 miliardi, la Bundesliga a 2,80, la Serie A a 2,2 (+3,7 %), la Ligue 1 a 1,64.
Un dato che non deve certo far pensare alla soluzione di tutti i problemi, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, notoriamente troppo legata ai proventi dei diritti televisivi rispetto a quelli del marketing o del botteghino e dunque bisognosa di riforme strutturali.
Mentre in Europa, in onore a questi risultati, si pensa ad una maggiore libertà d’iimpresa. D’altro canto il Fpf permette La sorveglianza e l’intervento dell’Uefa quando un club spende troppo…

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