Sport

Governo, tackle sul Coni: ‘Riforma avanti e più soldi allo Sport di base’

Distribuzione dei fondi e autonomia dello Sport sono in bilico, il Coni si prepara al Consiglio Nazionale mentre la trattativa con Giorgetti non sembra portare risultati apprezzabili
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Davvero difficile trovare la quadratura del cerchio nella trattativa in corso tra Governo e Coni. Mercoledì c’è stato un ulteriore approccio prima dell’incontro informale con i presidenti, che sarà per quanto riguarda il Coni anche il preludio al Consiglio Nazionale ufficiale in programma giovedì. Malagò vuole arrivare all’incontro avendo a disposizione tutti gli elementi necessari a decidere una strategia. In ballo c’è la discussione sulla direzione da prendere per quanto riguarda la definizione di cosa è di pertinenza olimpica, anche in base all’autonomia assicurata dalla Carta Olimpica, e cosa no. Bisogna definire con precisione l’oggetto sociale della ‘Sport e Salute’, la società che sostituirà Coni Servizi e godrà della ripartizione dei 370 milioni di euro per lo Sport, anche se il Coni potrebbe vedersi aumentati di qualcosina i 40 milioni previsti. Qualcosina che non basta sicuramente a Malagò, si cerca di evitare lo scontro frontale che però potrebbe esserci proprio sulla cassa, punto sul quale il Governo non fa il minimo passo indietro.
E mentre l’ex Ministro dello Sport Luca Lotti annuncia la presentazione di un disegno di legge da parte del Pd (‘La riforma? Se scritta così avrà problemi con la Carta Olimpica…’), oggetto del contendere diventano anche i criteri di distribuzione del fondo destinato allo Sport. Altro punto non sicuramente secondario quello della salvaguardia dell’autonomia dello Sport, in particolare del Coni e delle Federazioni, dalla politica. La riforma dell’attuale Governo si basa sui 410 milioni allo Sport da parte dello Stato, sulla base del 32% delle entrate fiscali provenienti dal settore; ‘Sport e Salute’ diventerà il centro del sistema con tanto di nomine dei vertici da parte del Governo (occhio all’utonomia, appunto…), riceverà i 370 milioni da erogare alle Federazioni, si occuperà anche del sociale ereditando patrimonio e personale da Coni Servizi; infine i 40 milioni al Coni per le Olimpiadi.
In tutto questo arriva il nuovo sasso gettato nello stagno dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini: ‘Spero che a livello di Coni si mettano più soldi per il basso e meno per l’alto livello. Malagò se ne farà una ragione’.
E allora vanno ricordati i criteri che ispirano la distribuzione dei 245 milioni destinati alle Federazioni. Circa 100 milioni è la quota quasi fissa che serve per pagare il personale e come contributo per gli impianti. Per la parte sportiva ci sono invece 145 milioni, il cui 20% (circa 30 milioni) viene utilizzato per metà per evitare la decurtazione eccessiva dei fondi del calcio. La voce preparazione olimpica-alto livello pesa per l’80% ed è divisa fra ‘rilevanza’ (medaglie, visibilità, numero delle azioni e dei tesserati) e performance (risultati di Olimpiadi, Mondiali ed Europei). Il 20% restante, il cosiddetto sport di base, invece viene deciso dall’attività sportiva. Ora cambietrà tutto?

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