Governo Politica economica

Governo, come fratelli coltelli

Da sinistra Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Liti Conte-Salvini su navi migranti, riscritture decreto ‘quota 100’ e ‘reddito’. E Confindustria voleva lo sciopero dei sindacati (per la serie ‘un mondo alla rovescia’)
Web Hosting

di Sandro Roazzi

 

Triumvirato al calor bianco: Salvini, Di Maio e Conte rievocano i triumviri romani che passavano con estrema disinvoltura dalle strette di mano da alleati a spietate (insanabili, allora) discordie. E così nel calderone dello scontro sulle navi degli immigrati rischia di finire anche il decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, sul quale le riscritture dei tecnici procedono senza soste. Tanto che si è sempre alla…penultima, quella che dovrebbe accedere al Consiglio dei ministri.

 

Parlare di competizione politica a questo punto è davvero una concessione da giornata della…bontà. Eppure la parola crisi non viene evocata, né tantomeno il richiamo ad eventuali elezioni che il Quirinale non riterrebbe essere nell’interesse del Paese, appeno uscito da probabili reprimende europee ed in cammino verso la consultazione di maggio in Europa. Cercasi compromesso, allora. Ma le divaricazioni fra i due azionisti di maggioranza hanno toccato nelle ultime ore probabilmente il massimo di frizione, proprio a causa, paradossalmente, dell’entrata in campo da protagonista (e non da mediatore) del presidente del Consiglio Conte che ha svelato Di Maio nel ruolo insolito di mediatore.

 

Intanto una nuova bozza del decreto-simbolo della maggioranza giallo-verde è pronta per essere esaminata.

 

Sorte complicata quella del decreto. Anche perché suscita tuttora le reazioni niente affatto benevola dei sindacati che sono già in rotta di collisione con il Governo sulla manovra giudicata inefficace per rilanciare la crescita. Fra sciopero e manifestazione hanno scelto la seconda strada, nella speranza di un confronto con il Governo. Con il paradosso che la scelta scartata, quella dello sciopero, non sarebbe – a quanto si dice – per niente dispiaciuta alla …Confindustria, dopo decenni nei quali ad ogni ricorso allo sciopero generale gli industriali insorgevano bollandolo come un atto contrario alle esigenze della stabilità economica. Il mondo alla rovescia…

 

Reddito di cittadinanza, le novità

 

L’ennesima bozza del decreto rivede al leggero ribasso lo stanziamento per il reddito di cittadinanza (2019: da 6,11 miliardi a 5,974: 2020: da 7,755 miliardi a 7571; 2021: da 8,017 a 7,818), i requisiti e le modalità di accesso restano gli stessi anche se le sanzioni vengono inasprite da un minimo di un anno a due anni. Il cosidetto Rdc (occorre imparare a citarlo così) diventa lo strumento essenziale pur se la bozza prudentemente aggiunge “nei limiti delle risorse disponibili”, prima non inserita. E si glissa sul richiamo precedente alla “libera scelta del lavoro”, forse non in linea con i numerosi paletti posti in essere.

 

Novità anche per quanto riguarda quota 100

 

Il decreto, nell’ultima stesura disponibile ma sempre provvisoria, prevede ad esempio che il ripristino del Consiglio di amministrazione per Inps ed Inail sia seguito, entro due mesi dall’entrata in vigore delle norme, dall’elezione dei presidenti dei due Enti (niente commissario?).

I requisiti di quota 100 sono confermati, a cominciare dall’ormai famoso 38 anni di contributi, 62 di età. Cambiano le regole per l’avvio alla pensione dei dipendenti pubblici: coloro che hanno maturato “entro  il 31 dicembre 2018 i requisiti conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dall’1 luglio 2019”; coloro che maturano il requisito dal primo gennaio 2019 invece possono andare in pensione sei mesi dopo. Ma c’è un duplice ostacolo: il primo riguarda il fatto che occorre comunque aver presentato da sei mesi la domanda; il secondo è la conseguenza del primo: chi si azzarderà mai a presentare la richiesta prima di avere la certezza che il decreto venga approvato senza ulteriori modifiche?

 

Resta aperto il problema delle liquidazioni del personale del settore pubblico.

 

La bozza ribadisce che il dipendente potrà vedersela corrispondere quando maturerà l’età pensionabile, vale a dire dopo alcuni anni. Resta accennata l’ipotesi dell’anticipo, senza oneri per lo Stato, da regolare successivamente e che comunque non fa chiarezza sul pagamento degli interessi, ossia se saranno le banche ad erogare la somma (di conseguenza rimane forte la sensazione che se li debbano accollare coloro che lasciano il lavoro, sempre che non si utilizzino le risorse accantonate per l’Ape, ma non quella social che viene prorogata).

 

Cazzola: “Un provvedimento che una ben strana filosofia”

 

“È ben strana la filosofia del provvedimento che si ricava: sembra quasi che il lavoro venga considerato una tragedia cui porre fine, oppure nel caso che non hai lavorato te la puoi cavare con la pensione di cittadinanza”, commenta Giuliano Cazzola, esperto di problemi previdenziali. Insomma ‘vade retro lavoro’”? “Il provvedimento – continua Cazzola – sa di vecchio. In sostanza è come se voglia mettere in liquidazione la generazione del baby boom, quella che ha sempre lavorato continuativamente, uomini in prevalenza, vissuti al nord ed ai quali si dice: potete andare a casa…”.

 

E nei confronti dei giovani?

 

“Ma se nei riguardi dei lavoratori anziani si agisce come se si volesse liberarli da una…schiavitù, nei confronti dei giovani la prospettiva più realistica appare essere quella di un sussidio. Il guaio è che il decreto interviene come se il mercato del lavoro fosse immobile e non attraversato da cambiamenti profondi. Non riesce ad interagire con quanto sta avvenendo e tantomeno con quanto accadrà”.

 

Quindi nei confronti del lavoro può creare problemi?

 

“Penso che potrebbe determinare degli inconvenienti nelle dinamiche del mercato del lavoro. Si pensi alle migliaia di lavoratori che andranno in pensione al nord: siamo sicuri che le aziende li sostituiranno ed in egual misura? E poi con chi, visto che i giovani sono sempre meno? La conclusione non è difficile da intuire: si ricorrerà a più lavoratori stranieri. Inevitabile. Ed anche i vuoti nel pubblico impiego non sarà facile rimpiazzarli in poco tempo: intanto per la difficoltà a sostituire talune professionalità che non si possono inventare dall’oggi al domani (vedi nella Sanità), ma poi perché il blocco delle assunzioni fino a novembre 2019 rallenta il cambiamento, considerando che i concorsi non  si effettuano in pochi mesi, a volte ci vogliono persino anni”.

 

Insomma, sarà tutto da vedere l’incrocio fra decreto e lavoro.

 

I dati Istat sul lavoro a novembre

 

Nel frattempo si possono esaminare gli ultimi dati sull’occupazione di novembre resi noti dall’Istat: in calo la disoccupazione sul piano congiunturale dello 0,1%, mentre la flessione è più sensibile per la disoccupazione giovanile, che resta comunque oltre il 31%. Ma cresce il numero degli inattivi e calano più o meno con le stesse unità (-25 mila) coloro che un lavoro lo cercano.

 

Nel trimestre settembre-novembre, infine, prevalgono ancora una volta i contratti a termine, sia pure in diminuzione sui rapporti di lavoro permanenti. Ed ancora una volta i segmenti del mercato del lavoro più svantaggiati sono quelli costituiti dalle lavoratrici e dai 25-49enni.

 

Una fotografia di una situazione economica sempre più ferma, poco dinamica. E che lascia insoluto al dunque il valore di questi numeri che non dicono nulla o quasi sul profilo dell’occupazione: quanta sottoccupazione ad esempio si nasconde in essa, ovvero quante migliaia di soggetti lavorano da una a 10 ore a settimana e non continuativamente.

 

Le ombre che si addensano sul futuro, quindi, non sono poche. Di recente si è ricordato che il 2019 è l’anno menzionato in un celebre film di fantascienza, assai cupo e dolente, nel quale la razza umana era ‘peggiore’ degli androidi: parliamo di “Blade Runner”, con la dicitura iniziale: …Los Angeles novembre 2019. Chissà come ci arriveremo, in questa situazione politica, economica e sociale a quel novembre 2019.

Informazioni sull'autore

ncn

Sfoglia Gratis l’edizione di oggi:

ULTIMA EDIZIONE NCN

on-line tutti i giorni tranne il lunedì

manifesto


Web Hosting