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Gli americani si tirano fuori: la Formula 1 è di nuovo in vendita

Ricavi insoddisfacenti, equilibri e problemi invariati: Liberty Media di John Malone a caccia di soci o compratori per il Circus delle quattro ruote
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Sono passati ormai tre anni da quando ‘Liberty Media’, il colosso del miliardario americano John Malone si accordò con gli allora proprietari di Formula One Group, il fondo Cvc e Bernie Ecclestone, per acquistare il 100% della società che organizza il Mondiale di Formula 1.
Era il gennaio del 2017, ‘Liberty Media’ sborsò qualcosa come 4,6 miliardi di dollari, con il dichiarato intento di rendere le corse sulle quattro ruote molto più attrattive per sponsor e spettatori, appetibili e interessanti, dunque più equilibrate. Ebbene, oggi con il fatturato in calo e una insoddisfazione latente, la società americana ha iniziato la ricerca di nuovi soci e potrebbe addirittura farsi da parte, decidere di cedere la società che controlla il Circus. Come dire che la Formula 1 è nuovamente in vendita, e vale ricordare allora tutte le polemiche ci furono fra l’allora ad Ferrari Sergio Marchionne, che riteneva la politica degli americani penalizzante per le le case automobilistiche più importanti, e Liberty Media.
Marchionne era arrivato addirittura al punto da minacciare l’uscita della Ferrari dalla Formula 1, creando non pochi grattacapi agli americani a livello di immagine. Oggi Marchionne non c’è più ma l’insoddisfazione si è generalizzata e allargata anche agli organizzatori del Circus (Fopa), che vedono come fumo negli occhi la gestione di Liberty Media, specie nei diritti televisivi, nella tutela nelle gare storiche e nei processi decisionali. Intanto i ricavi di Malone sono passati dai 501 milioni di dollari nel terzo quarto del 2017 ai 647 di quello del 2018 e la perdita operativa (per 17 milioni di dollari) è diventata utile per 31 milioni di dollari. Resta la volontà di cedere, anche perché nel 2017 i ricavi del Circus hanno fatto registrare il più consistente calo in oltre un decennio, mentre la perdita operativa è raddoppiata a 56,3 milioni di euro.
Il calo dei ricavi è stato probabilmente legato alla soppressione del Gran Premio di Germania e di alcune sponsorizzazioni come quella di Allianz e Ubs. Resta il fatto che il piano di Liberty Media di rivitalizzare la Formula 1, alla vigilia di una nuova stagione di Gran Premi, sembra fallito.

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