Politica

Giammanco: “Matteo Salvini deve scegliere con chi stare”

Intervista alla vice presidente del gruppo dei senatori di Forza Italia, candidata alle europee
Web Hosting

di Antonio Venditti

Ogni giorno in molti si chiedono sempre più quale politica comune possano ancora attuare Lega e Cinque Stelle, dal momento che ciascuno è arroccato su posizioni culturali e politiche decisamente opposte. Eppure, la caparbietà di resistere sembra più forte dei tanti dissensi che quotidianamente incrinano questa anomala alleanza di cui è logico chiedersi fino a quando potrà durare. Non è affatto scontato che dopo le elezioni europee questa alleanza debba sciogliersi, come si tende comunemente a dire.
Sulla tanto discussa azione di questo anomalo governo abbiamo intervistato la senatrice Gabriella Giammanco, vice presidente del Gruppo di Forza Italia.

On. Giammanco, è giusto che il sottosegretario Siri si dimetta?
“Qui non si tratta di giusto o sbagliato, ma di rispettare la legge. Il M5S parla tanto di legalità ma chiedendo le dimissioni di Siri contraddice quella che è la legge suprema, vale a dire la Costituzione, che sancisce il principio di innocenza fino a che non sia intervenuta sentenza passata in giudicato. Nel caso del sottosegretario Siri, poi, siamo ancora in fase di indagine. Chiederne le dimissioni è irragionevole, frutto dell’ideologia giustizialista in cui si riconoscono i grillini e che genera un sentimento di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni”.

C’è da fidarsi delle assicurazioni di Di Maio e Salvini che l’Iva non aumenterà?
“A oggi, appare molto difficile trovare una soluzione alternativa all’aumento dell’Iva, a meno che non decidano di imporre una patrimoniale. La cifra che va recuperata entro l’anno infatti, si aggira intorno ai 40 miliardi. Quando fu approvata la legge di bilancio, fu chiaro fin da subito come le stime su deficit e crescita fossero totalmente errate. Il governo fu avvertito non solo da noi di Forza Italia e dall’Unione Europea ma anche da organi indipendenti e tecnici, come l’Ufficio parlamentare di bilancio, il Fondo monetario internazionale e Bankitalia. All’epoca parlarono addirittura di complotto contro il governo del cambiamento, per poi confermare le nostre stime nel Def di marzo, dove si certifica che il Paese non crescerà. Hanno investito in misure assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza, che non aiuterà certamente i giovani a trovare un lavoro. Hanno varato leggi totalmente irrazionali come il decreto dignità, che ha ingessato il mercato del lavoro. Il risultato, con la disoccupazione giovanile che cresce, è sotto gli occhi di tutti”.

Come giudica la riduzione della perequazione ai pensionati?
“A quanto pare, secondo il Governo, le pensioni sopra i 1300 euro sono da considerarsi ‘d’oro’. Giudico questa scelta alquanto discutibile, colpire i pensionati è profondamente ingiusto. Molto spesso infatti, sono proprio loro a sostenere figli e nipoti in difficoltà, visto il tasso di disoccupazione nel Paese, ancora più tragico al Sud e nella mia Sicilia”.

La flat tax così come viene proposta dalla Lega è fattibile?
“Una precisazione, innanzitutto: l’intervento realizzato dal Governo, che riguarda i redditi fino a 65.000 euro, non è una flat tax, ma un semplice allargamento del regime forfettario. Il programma di centrodestra, al contrario, prevedeva una vera e propria tassa piatta per tutti. Credo che la vera difficoltà nella sua realizzazione risieda nel fatto che il Governo difficilmente troverà i fondi sufficienti per farla, visto che ha impiegato le risorse a disposizione in misure di segno opposto, come appunto il reddito di cittadinanza”.

Il continuo disaccordo tra Di Maio e Salvini è indice che questo governo è al capolinea?
“L’alleanza fra Salvini e Di Maio è un’alleanza totalmente innaturale. Basta guardare alle loro misure bandiera: l’uno propone la flat tax, puntando su imprese e lavoro, l’altro il reddito di cittadinanza, che punta all’assistenzialismo, tipico dei movimenti di sinistra del ‘900. È chiaro che questa combinazione non possa funzionare e i dati su crescita e disoccupazione l’hanno dimostrato ampiamente”.

Berlusconi ha lanciato ripetuti inviti a Salvini a ritornare nella coalizione di centrodestra ma ha ricevuto altrettanti rifiuti. Eppure Lega e FI governano in molte regioni e comuni. Che politica è questa?
“Da parte nostra, l’invito rivolto a Salvini è sempre valido: la politica del doppio forno non può funzionare a lungo, prima o poi dovrà scegliere se tornare alle politiche di centrodestra, attente a sviluppo, lavoro, infrastrutture o restare ancorato al M5S, un partito che sta portando il Paese indietro, sull’orlo del baratro e di cui la Lega rischia di essere giudicata complice”.

Alcuni di Forza Italia accusano Toti di voler portare pezzi del partito tra le braccia di Matteo Salvini. Che ne pensa?
“Penso che un partito dove non vi sia dibattito interno, sia un partito non democratico. In Forza Italia vi sono più voci, l’importante è che vengano ricomposte e che non si creino strappi e lacerazioni”.

A suo parere quale strategia deve mettere in campo FI per ottenere alle elezioni europee un’ottima affermazione?
“I cavalli di battaglia di Forza Italia sono quelli di sempre: concreti, che puntano al benessere del Paese e dei cittadini. Puntare su sviluppo, infrastrutture, lavoro. L’Europa in questo, può darci una grossa mano. È impensabile infatti, in un mondo dominato da grandi potenze come Usa, Russia e Cina, tornare agli Stati nazionali. Uniti siamo più forti. Per questo Silvio Berlusconi, ancora una volta, si è dimostrato un visionario nel lanciare il cosiddetto sovranismo europeo”.

Lei è candidata alle europee. Qual è il programma di cui intende farsi interprete?
“Forza Italia è consapevole che l’Europa, così com’è, non può funzionare. Intendiamo dare al parlamento, l’unico organo scelto dai cittadini, più potere decisionale. Nell’ottica poi di un sovranismo europeo, vogliamo che l’Europa abbia una politica estera e una difesa comune, che si prenda carico del problema migratorio, senza egoismi.Vogliamo soprattutto, che il sud e le isole tornino al centro, che sia data loro un’occasione di sviluppo. La Sicilia, la Sardegna, il sud tutto, non hanno bisogno di elemosine, ma di lavoro e infrastrutture. Questa sarà la mia missione se sarò eletta”.

Informazioni sull'autore

ncn

Sfoglia Gratis l’edizione di oggi:

ULTIMA EDIZIONE NCN

on-line tutti i giorni tranne il lunedì

manifesto


Web Hosting