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Fiorentina, che plusvalenze. Il bilancio top dei Della Valle

Esercizio 2017 chiuso in attivo di 35,5 milioni

Il 2017 è stato l’anno record a livello economico per la Fiorentina. In particolar modo, se nell’era Della Valle mai era accaduto alla società viola di chiudere un esercizio in così forte attivo (il passivo complessivo dal 2003 si riduce a 116 miloni di euro) e lo si deve in particolar modo alle tre cessioni eccellenti dell’estate, quelle di Bernardeschi alla Juventus (per 39.1 milioni di euro), di Vecino all’Inter (22.7 milioni meno 3,1 miloni al Club Nacional de Football come premio di trasferimento) e di Kalinic al Milan (16.5 milioni più 2,5 di bonus). Tre plusvalenze record, che unitamente a quelle di Borja Valero, Ilicic, Tatarusanu, Zarate, Rebic e Milic (in tutto plusvalenze da 88,7 milioni contro gli ‘appena’ 31,8 milioni del 2016) hanno permesso di chiudere il bilancio in forte utile, con un risultato positivo al netto delle imposte per 35.573.227 euro, in netta crescita rispetto alla perdita di 2.736.769 euro del 2016. A farla da padrone nell’esercizio 2017 della Fiorentina sono i ricavi, ben 184,7 milioni di euro, utili a registrare un più 36,4% rispetto ai 135,4 milioni del 2016. E le tre cessioni record, non a caso, entrano di diritto nella ‘top ten’ delle plusvalenze più importanti della storia viola: quella di Bernardeschi addirittura al primo posto, quella di Vecino al terzo (il secondo posto è occupato dalla plusvalenza per la cessione di Cuadrado al Chelsea, 23,6 milioni nel 2015), quella di Kalinic all’ottavo posto.
Risultati talmente importanti da far passare in secondo piano il calo nei ricavi per gli incassi delle partite (7,7 milioni e -11%) a causa dei minori abbonamenti (da 20.154 tessere per 4,9 milioni di ricavi a 15.140 tessere per 4,4 milioni) e a causa anche della mancata partecipazione alle coppe europee. I ricavi da diritti tv sono valsi 54,4 milioni, in linea con l’esercizio precedente (-0,5 milioni), quelli da sponsorizzazione sono saliti del 13% a 8,9 milioni di euro: il main sponsor Vorwerk ha versato 3 milioni, lo sponsor tecnico Le Coq Sportif 3,9 milioni. La Fiorentina ha anche saputo amministrare i costi, in calo rispetto al 2016 (128,9 milioni contro 137,6), in particolare quelli del personale (da 73 a 63,5 milioni di euro).
Gli ingaggi dei giocatori sono scesi a 42,1 milioni di euro (-3,9 milioni) così come i bonus a 7,4 milioni (-6,6 milioni), mentre i costi dello staff tecnico sono saliti a 5,3 milioni (più 0,2 milioni). Gli ammortamenti sono saliti da 28,7 a 30,1 milioni di euro: di questi, quelli legati ai calciatori sono passati da 26,7 a 28,1 milioni, legati agli acquisti per 69 milioni nei mercati di gennaio e di luglio: l’arrivo di Simeone dal Genoa è costato 16 milioni, di Benassi dal Torino 10, di Victor Hugo dal Palmeiras 8, di Veretout dall’Aston Villa 7,1.

Paolo Fabrizi

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