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Ferrari, ora è rivoluzione: Binotto per Arrivabene sulla scia di Marchionne

Deciso il nuovo team principal, traballa anche la posizione di Camilleri. Ecco tutto lo scacchiere di John Elkann e Andrea Agnelli
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Spostamento degli uomini nella scacchiera per ottenere il migliore assetto. Dopo la scomparsa di Sergio Marchionne, il gruppo guidato dai due cugini John Elkann e Andrea Agnelli ha iniziato il riposizionamento degli assetti sportivo-economici del gruppo Fiat, la Juventus e la Ferrari. D’altro canto l’addio del grande manager ha provocato una scossa i cui effetti sono ancora in corso e sicuramente una bella ondata è stata rappresentata dall’addio tutt’altro che indolore alla società bianconera di Beppe Marotta. Quanto alla Ferrari, l’ultimo avvicendamento con l’addio di Maurizio Arrivabene, giunto a naturale scadenza del contratto di team principal, è stato invece conseguenza degli screzi sin troppo noti con Mattia Binotto, l’attuale Chief Technical Officer, il direttore tecnico della Rossa che ora assumerà anche il suo incarico. E scalpore ha fatto anche l’altro addio, quello di Aldo Mazzia che si occupava dei conti. Nella Juventus l’allievo Paratici ha rilevato il ruolo del maestro Marotta ed ha inserito nello staff Filippo Fusco, che si occuperà del settore giovanile. A Giorgio Ricci è andata l’area ricavi, Marco Re è il nuovo responsabile dei servizi mentre resta vacante almeno per ora il ruolo di ad. Difficile non pensare che possa essere assegnato proprio ad Arrivabene, che proprio in questi giorni dovrà incontrare Agnelli, ma nulla è scontato. Fortemente sponsorizzato dall’uomo designato da John Elkann per sostituire Marchionne, ovvero Louis Camilleri, Arrivabene è la testimonianza del fatto che anche la poltrona di quest’ultimo potrebbe traballare. E chissà cosa accadrà adesso: gli indizi dicono che Arrivabene è da sempre tifoso bianconero e che già siede nel Cda della Juventus. Basterà? Di certo il suo addio alla Ferrari parte da lontano. Nel 2016 Marchionne promosse Binotto direttore tecnico della Ferrari dopo l’uscita di James Allison, instaurando di fatto il commissariamento di Arrivabene, autore anche nell’ultima stagione di qualche errore mal digerito dal team Ferrari. Probabile che questo abbia accelerato le decisioni che sarebbero state prese da John Elkann e Piero Ferrari, vice presidente e azionista al 10% ma soprattutto figlio del fondatore. Il cambiamento tocca in prima persona anche i piloti visto che Vettel era in grande sintonia con Arrivabene. E il recente ‘no’ a Raikkonen secondo pilota, che Vettel avrebbe voluto veder confermato, era un segnale che bisognava cogliere della rivoluzione in corso.

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