Economia

Export e consumi spingono il Lazio

Operai al lavoro in un'industria
Lazio: case, rallenta il mercato, però resta col segno più. Prezzi. In lieve flessione, in aumento nel centro di Roma. Imprese. Bene il manifatturiero, le costruzioni restano al palo
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Inizia una serie di focus che il Nuovo Corriere Nazionale dedica all’andamento delle economie regionali, attraverso le analisi degli uffici territoriali della Banca d’Italia. Iniziamo oggi dal Lazio, di particolare interesse perché in questa regione è presente la capitale d’Italia, Roma.

Di Matteo Savio, Roma

Roma

Rileva la Banca d’Italia che nell’ultimo anno l’espansione dell’attività economica, sospinta nel Lazio dal favorevole andamento degli scambi con l’estero, è proseguita in linea con l’andamento nazionale; gli investimenti sono aumentati e la crescita dell’occupazione ha favorito l’innalzamento dei redditi e dei consumi delle famiglie.

LE IMPRESE
In particolare, per ciò che riguarda le imprese, il miglioramento congiunturale ha interessato tutti i settori ad eccezione delle costruzioni, dove permangono segnali di debolezza. Il forte aumento delle esportazioni, in particolare per i mezzi di trasporto e la farmaceutica, ha trainato la crescita delle imprese manifatturiere; il comparto dei servizi è stato favorito dal buon andamento dei flussi turistici e dal consolidamento della spesa per i consumi. L’attività di investimento si è rafforzata, soprattutto per le imprese della metalmeccanica e quelle di medie dimensioni, beneficiando della ripresa congiunturale, del basso costo del credito e degli incentivi.
I prestiti alle imprese, pressoché stazionari nel corso dell’anno, sono tornati a diminuire negli ultimi mesi del 2017. La flessione dei finanziamenti riflette alcune operazioni straordinarie di grandi aziende della regione, al netto delle quali il credito al tessuto produttivo sarebbe rimasto stabile. Le politiche di offerta delle banche sono caratterizzate da condizioni nel complesso distese ma rimangono selettive: i prestiti sono cresciuti per le aziende meno rischiose mentre si sono ridotti per quelle che presentavano livelli di rischio più elevati. Il più favorevole andamento del quadro congiunturale ha contribuito al miglioramento della qualità del credito.

LE FAMIGLIE
Il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro ha influito positivamente sul reddito e sui consumi delle famiglie, che sono aumentati, pur in misura più contenuta di quanto registrato lo scorso anno. Nel mercato immobiliare è proseguita la crescita delle transazioni e i prezzi sono rimasti sostanzialmente stazionari. I bassi tassi d’interesse hanno ancora favorito la domanda di mutui delle famiglie, in ampliamento soprattutto nella prima parte dell’anno, e indirizzato gli investimenti finanziari verso i prodotti del risparmio gestito; è proseguita l’espansione del credito al consumo. Il debito delle famiglie in rapporto al reddito rimane stabile, sui valori di inizio decennio, ma superiore alla media nazionale, per il maggiore indebitamento finalizzato all’acquisto dell’abitazione.

IL CREDITO
Alla fine del 2017 il credito al settore privato non finanziario (famiglie e imprese) è lievemente diminuito: la dinamica positiva dei prestiti alle famiglie è stata bilanciata da quella negativa dei finanziamenti alle imprese. La qualità del credito bancario è ancora migliorata: il flusso di nuovi prestiti deteriorati sul totale dei prestiti è ulteriormente diminuito per le imprese ed è rimasto su valori storicamente contenuti per le famiglie. La quota dei crediti deteriorati rimane elevata, ma si sta contraendo per le dismissioni delle sofferenze dai bilanci bancari. È proseguita la riduzione del numero di banche con sede nella regione, in seguito alle aggregazioni delle banche di credito cooperativo.

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Alessandro Pignatelli

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