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Di Maio-Salvini, revival della famosa ‘lite delle comari’ del 1982

Di Maio e Salvini
I botta e risposta Di Maio Salvini revival della famose ‘lite delle comari’ del 1982 tra Andreatta e Formica, che portò alla caduta del secondo Governo Spadolini, alla 'riesumazione' di Amintore Fanfani che guidò un Esecutivo di transizione fino alle elezioni
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di Sandro Roazzi

 

Il teatro della politica offre un Di Maio polemico con Salvini che risponde per le rime. Dioscuri contro…Ma mentre ci si interroga su quanto ci sia di gioco delle parti nella pepata disputa fra i due (e c’è…), la memoria riporta alla famosa ‘lite delle comari’ del 1982, protagonisti Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro) e Rino Formica (ministro delle Finanze).

 

Allora l’oggetto del duro confronto a colpi di pesanti offese reciproche riguardava un passaggio di rilevanza storica della vita politica come il ‘divorzio’ fra il Tesoro e la Banca d’Italia (guidata da Ciampi) in materia di collocamento dei titoli del debito pubblico.

Andreatta (ma lui sostiene di non averlo detto) definì il socialista Formica “un commercialista di Bari”, l’altro di rimando osservò velenosamente che l’Italia aveva “una comare come Lord dello Scacchiere”.

 

Qualche differenza fra ieri ed oggi però c’è e non riguarda i protagonisti: lo scambio di fendenti attuale è destinato a spegnersi rapidamente, mentre allora il secondo Governo Spadolini fu spinto verso le dimissioni con la riesumazione del 74enne ‘cavallo di razza’ della Dc Amintore Fanfani a capo dell’Esecutivo.

 

Come è noto, Di Maio aveva rimproverato Salvini di tessere alleanze in Europa con formazioni che avevano in seno anche gruppi politici poco ‘raccomandabili’ visto che avevano dato prova di negazionismo rispetto alle atrocità naziste.

La replica di Salvini non si è fatta attendere con una battuta dal sapore sprezzante: “questa gente che cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani venusiani…i ministri sono pagati per lavorare”.

 

Il Leader della Lega aggiungeva poi che non “torneranno né fascismo, né nazismo, ne comunismo”, ricordando il suo ruolo di ministro dell’Interno anche nella recente vicenda della nave dell’Ong tedesca.

 

Controreplica di Di Maio, che invita il collega di Governo a non sottovalutare la memoria storica “fondamentale per ricordarci delle tragedie storiche…” e soprattutto preziosa per i giovani. Il logoramento dei rapporti sempre più evidente fra Lega e Cinquestelle semmai potrebbe far immaginare che, dopo il voto europeo, possa rientrare in campo un’ipotesi già emersa in passato: quella di un rimpasto di Governo per poi affrontare la prova del fuoco dell’autunno.

 

Per il momento la vera competizione fra gli azionisti di maggioranza continuerà su percorsi che richiamano non tanto la storia, quanto le ‘promesse’ da fare per trattenere il consenso e le scelte assai complesse da decidere in economia. E gli appuntamenti che contano sono imminenti.

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