Economia

Def, il Cnel: diminuire subito il carico fiscale sul lavoro

Le osservazioni all’audizione alla Commissione congiunta di Camera e Senato
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“È imprescindibile un intervento fiscale in direzione di una progressività effettiva, che alleggerisca il carico fiscale sul lavoro e gli investimenti”.
Lo ha detto il presidente del Cnel Tiziano Treu, intervenendo all’audizione sul Def alle Commissione congiunta di Senato e Camera.

“Il Cnel auspica la messa in cantiere di una vera riforma concepita per contrastare le disuguaglianze rispettando il principio costituzionale di equa contribuzione basata sulla capacità economica”.

“Il Cnel – è scritto nella memoria depositata in Parlamento – condivide l’urgenza di intervenire sul cuneo fiscale sul lavoro, come richiesto anche dalla Commissione europea, ma segnala che questo non può avvenire mediante lo spostamento dalla fiscalità diretta a quella indiretta. Le organizzazioni del mondo produttivo non condividono l’implicito auspicio della Commissione europea all’aumento delle aliquote dell’Iva, anche quelle intermedie e agevolate”.

“In vista del Documento di Economia e Finanza – ha ricordato il segretario generale Paolo Peluffo nel corso dell’audizione – il Cnel ha già svolto una serie di audizioni e ne svolgerà altre con gli assessori regionali per provare a produrre un allineamento tra il ciclo della produzione delle Regioni e quello dello Stato”.

“Il Cnel pone l’accento sulla crisi demografica, forse il più importante problema strutturale del nostro Paese. Le energie che vengono poste per affrontare gli effetti di lungo periodo dell’assottigliamento delle coorti attive, dell’aumento dell’indice di vecchiaia (rapporto tra popolazione oltre i 65 anni e la popolazione con meno di 15 anni), degli indicatori di dipendenza, sono inferiori al necessario e del tutto insufficienti all’inversione della curva”, si legge ancora nel documento.

“Fattori-chiave indispensabili per impostare le necessarie politiche di crescita devono muovere il Paese attorno a grandi temi aggreganti: l’innovazione come motore di sviluppo, la sostenibilità ambientale/sociale, la mobilità. Le 12 ZES possono, in questo senso, rappresentare laboratori di sperimentazione. Il Def non prevede risorse che diano fiato a una nuova politica industriale, in un quadro che sia ritenuto dagli operatori stabile e affidabile. Le misure per la crescita sono rinviate al “decreto crescita” e al decreto “sblocca cantieri”, il sistema di governance è basato su cabine di regia che non prevedono né forme di integrazione istituzionale, né la partecipazione delle Parti sociali”, ha sottolineato il Cnel.

“Il Cnel guarda, inoltre, con interesse alle intenzioni del Governo in materia di sviluppo dei settori chiave per l’innovazione digitale, anche in ambito pubblico, e ricorda che presso il Consiglio è istituito l’osservatorio italiano sulla tecnologia blockchain, che ha l’obiettivo di studiarne le potenzialità applicative nel campo sociale e del lavoro ed evidenziarne le implicazioni tecnologiche e normative. Il Cnel ribadisce che l’innovazione è essenziale per attivare la crescita e spingere le imprese a creare nuova occupazione”, ha concluso.

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