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Danni da più di 6 miliardi, 2 milioni di siti: Governo, tv e Calcio contro la pirateria

Grande alleanza, monitoraggio e interventi bancari per limitare la criminalità organizzata sull'esempio inglese
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Sei miliardi di euro. Non è il dato del Pil di un piccolo stato ma riguarda un elemento molto più significativo, il giro d’affari della pirateria televisiva in Italia.
Un affarone per la criminalità organizzata che grazie ai decoder illegali consente agli utenti pirata di vedere tutte le emittenti del mondo, comprese payt tv e pay per view, a prezzi stracciati se non gratuitamente.
E se ultimamente i vertici del calcio italiano hanno indicato nella pirateria il nemico pubblico numero uno, un autentico rischio per la sopravvivenza dell’intero movimento, un motivo ci sarà. L’equazione è semplice: il calcio dipende in gran parte dalle televisioni e non si può permettere di disperdere risorse e spettatori.
In questa battaglia l’Italia non è sicuramente all’avanguardia, come spesso capita arriva seconda ma in fondo l’importante è che arrivi. In Inghilterra sono avanti, hanno varato norme e si sono dotati di sistemi di controllo molto efficaci e da prendere ad esempio. Basti dire che l’anno scorso la Premier League ha bloccato 200.000 streaming illegali, mentre è di pochi giorni fa la notizia della condanna di tre operatori per una serie di crimini legati alla pirateria per complessivi 17 anni di carcere. Fornivano accesso illegale ai contenuti del campionato inglese a pub, club e case private in Inghilterra e Galles e ci guadagnavano milioni di sterline.
In Italia la legge è stata varata da anni, è l’articolo 473 del codice penale che punisce il reato di contraffazione con multe da 2500 a 25.000 euro e con la reclusione da sei mesi a tre anni, ma la vera svolta potrebbe arrivare alla luce dell’atteggiamento della Lega Calcio di Serie A e del suo presidente Gaetano Micciché. In Italia ci sono 2 milioni di persone che utilizzano network pirata, l’arrivo del nuovo ad Luigi De Siervo è propedeutico a questa battaglia e il Governo ha inserito nella legge di bilancio una norma che consente a chi detiene la licenza per la trasmissione di eventi sportivi di adire le vie legali e richiedere la cessazione della violazione di legge, con la chiusura coatta dei portali illegali. E’ del 30 gennaio la notizia dell’accoglimento del ricorso della Lega che, grazie al tribunale di Milano, ha visto disporre il blocco di due Iptv pirata con tanto di oscuramento del segnale. In Italia semmai il problema è l’applicazione della legge, non certo la legge in sé, perché rispetto all’anno scorso e in controtendenza con il resto dell’Europa le violazioni sono raddoppiate. L’obiettivo è quello di creare un sistema di monitoraggio per individuare le trasmissioni illegali in tempo reale e intervenire anche sul sistema interbancario per bloccare i micropagamenti. Per una volta sono tutti uniti: Lega Calcio, Governo, Sky, Dazn e ulteriori operatori potenziali, tutti pronti a proteggere con i denti i propri investimenti.

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