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La cultura spinge gli acquisti: lo spettatore tipo spende 53 euro a uscita

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Serata al cinema? Raramente, oppure spessissimo. Gli italiani sembrano non avere mezze misure, ma su un aspetto sono d’accordo: se escono sono disposti a spendere. A rilevarlo è il rapporto ‘Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto sull’economia del territorio’, secondo il quale più della metà della popolazione, il 56% per l’esattezza, va al cinema una o al massimo due volte l’anno. D’altra parte, però, c’è un 20% che non rinuncia al grande schermo e va al cinema due o più volte a settimana. Non c’è spazio, quindi, per le mezze misure. Vivere il cinema da grandi appassionati o come evento eccezionale fa sì che la soddisfazione per il servizio ricevuto sia piuttosto alta: solo il 6% degli italiani valuta come ‘insufficiente’ la propria esperienza al cinema, mentre il 75% le assegna un voto compreso tra 7 e 9. La soddisfazione, oltre che dall’offerta proposta dai gestori, deriva dal fatto che per gli italiani andare al cinema rappresenta un momento di socialità, da condividere con il partner, per il 44% delle persone, con gli amici, per il 33%, o con la famiglia, per il 23%.

Per lo spettatore quella al cinema o a teatro è una serata di svago, mentre per gli organizzatori degli spettacoli è lavoro. Ma c’è una terza componente che raramente viene considerata: il territorio. La presenza di sale cinematografiche o di strutture in cui di svolgono festival ed eventi culturali, rappresenta infatti una risorsa preziosa per il contesto circostante, perché chi frequenta questi eventi nella maggior parte dei casi è disposto a spendere per migliorare la qualità della sua uscita. Si crea così un meccanismo di richiesta e offerta di servizi che attiva un ciclo economico e incentiva guadagni e occupazione sul territorio interessato. E l’indotto assume dimensioni importanti, basti pensare ai negozi dei centri commerciali in cui si trova anche una sala cinematografica o al soggiorno in un territorio dei turisti arrivati per partecipare ad un festival culturale. Secondo il rapporto realizzato dall’Università Iulm in collaborazione con Makno il recarsi al cinema o a teatro, al di là del costo del biglietto d’ingresso, porta ogni spettatore a spendere circa 53 euro, per un totale di 5,3 miliardi. Allo stesso modo chi partecipa a un festival spende fino a 200 euro di extra, per un totale di 181,8 milioni.

Il 68% degli italiani dichiara di considerare l’uscita per andare al cinema o a teatro una buona occasione per fare anche altre spese: sia legate al buon andamento della serata, si veda il caso del 17,6% delle risorse destinate alla cena fuori, sia svincolare dal contesto. Il 24% delle risorse, per esempio, viene speso per shopping per se stessi e per i familiari o in giocattoli con i bambini. Il conto a fine serata parla di una spesa che, per ogni spettatore, supera di cinque volte quella destinata all’acquisto del biglietto del cinema e doppia rispetto a quella per il biglietto del teatro. Lo stesso, ma con cifre più alte, vale per la partecipazione ai festival, per la quale gli spettatori nel 73% dei casi alloggiano in alberghi e strutture del territorio e spendono circa 61,5 euro al giorno. L’organizzazione della serata fuori cambia soprattutto in base all’età dei partecipanti. A frequentare cinema e teatri sono soprattutto i 35-44enni, che costituiscono il 33% degli spettatori totali, seguono i membri della classe d’età 45-54 anni al 20% e quelli della 25-24 anni al 18%.

Tra i giovanissimi e i più anziani la partecipazione agli eventi culturali diminuisce sia per minori possibilità di spesa sia per difficoltà logistiche. Guardando alle abitudini di spesa dei diversi gruppi si colgono differenze interessanti. Ad ‘investire’ di più per una serata al cinema o a teatro sono i più anziani: i 65-75enni, per esempio, spendono in media 81 euro a testa, di cui la maggior parte sono destinati alla cena in ristoranti o pizzerie (circa 28,4 euro), acquisti per se stessi o altri (30 euro in totale) e al pagamento del parcheggio, per il quale pagano circa 5 euro, la cifra più alta di tutti. Spese, queste, che denotano la ricerca di una certa comodità. Altrettanto attivi nello spendere sono i 35-44 con 69 euro in media a testa. Di questi, la quota più rilevante, circa 32 euro, è destinata a shopping e acquisti, mentre si risparmia su parcheggio (2,1 euro), cena al ristorante (17 euro) e si spende di più al bar (7 euro) e per gli acquisti per i bambini (6 euro). I più parsimoniosi sono gli anziani oltre i 75 anni e i giovani: i primi perché fanno uscire brevi e ‘mirate’ in cui le spese, 23 euro in media, sono destinate esclusivamente a cena (20 euro) e parcheggio (3 euro), i secondi perché cercano di risparmiare. I ragazzi tra i 18 e i 24 anni ‘investono’ in media 36 euro a testa, di cui circa 10 per la cena al ristorante o in pizzeria. A ognuno le sue possibilità di spesa e la sua tipologia di serata, con la consapevolezza che quanto più un territorio sarà assecondare la varietà di richieste tanto più potrà guadagnare grazie all’ indotto generato dall’industria culturale. Perché, sì, con la cultura si mangia!

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