Giustizia

Caso Ruby, il segreto à la carte dell’avvocato Verzini

Caso Ruby: cosa ha convinto un professionista come Verzini, che anteponeva ragioni etiche e morali alla sua rottura del segreto professionale, a dichiarare due giorni fa che Berlusconi pagò il silenzio della protagonista dello scandalo - allora sua assistita - cinque milioni di euro transitati per vari paradisi fiscali?
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di Liliana Chiaramello

Come mai succede ora, considerato soprattutto che il Codice forense sulla gravità del suo gesto è piuttosto chiaro? “Dopo lunga ed attenta valutazione – scrive in una nota l’avvocato – reputo mio dovere etico e morale rendere pubblico ciò che si è realmente verificato nella vicenda Ruby, perciò ho deciso autonomamente di rinunciare all’obbligo del segreto professionale assumendomi ogni responsabilità”. Un gesto, quello di rompere il segreto professionale, che per un avvocato è il più grave e squalificante possibile, e che arriva proprio mentre il processo ‘Ruby Ter’ entra in una fase caldissima in cui, tra i ventotto imputati per corruzione in atti giudiziari, ci sono anche Berlusconi e Ghedini. Il quale ha immediatamente risposto al presente racconto annunciando una querela.“Le dichiarazioni rese a distanza di oltre sette anni dall’avvocato Verzini, che per circa un mese ha assistito Karima el Mahroug detta Ruby (in foto), sono totalmente destituite di qualsiasi fondamento e saranno perseguite in ogni sede”. Che poi, il segreto professionale di chi? Verzini, eventualmente, gestì solo parzialmente la trattativa economica o fa riferimento solo a ciò che fecero gli avvocati che a lui subentrarono? Testimone o coimputato? Una differenza sostanziale la cui valutazione è ora nelle mani dei magistrati. Certo è che se sei a conoscenza di un accordo illegittimo per versare cifre a sei zeri a un testimone, o sei il suo avvocato o sei comunque complice. L’avvocato Verzini, dunque, a meno che non cambi ancora idea e decida nuovamente di invocare il segreto professionale, verrà interrogato nel processo in corso a Milano. Cosa non nuova visto che i Pm milanesi, in seguito a un’intervista che il legale di Ruby rilasciò a l’Espresso nell’agosto del 2014, in cui dichiarò che la giovane aveva intascato più di sei milioni di euro su conti all’estero, lo ascoltarono per ben quattro volte, “ma a ogni domanda ho sempre opposto il segreto professionale”, affermò poi nel luglio 2015. Questione di etica. Dal crinale ambiguo.

Informazioni sull'autore

Alessio Garofoli

Nasco a Roma nell'anno in cui esplode la lotta armata. Come giornalista professionista e comunicatore mi sono sempre occupato di politica e affini.

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