Economia

Boccia: una riforma fiscale serve, ma centrata su lavoro e imprese

Flat tax? In linea teorica sì, ma c’è un nodo risorse. Abbiamo una manovra finanziaria di fine anno che impatta per circa 23 miliardi sulle cosiddette clausole di salvaguardia Iva, occorre capire le risorse dove si prendono.
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di Vincenzo Boccia*

Evidentemente una riforma fiscale complessiva vale la pena farla per il Paese, ma ripeto, con i due assi imprese e lavoratori.
Il Paese ha bisogno di esportare nel mondo, non abbiamo materie prime e risorse energetiche, dobbiamo mantenere una posizione importante nell’interesse dell’Italia per ridurre i divari.

Ci aspettiamo una flat tax che abbia un’attenzione verso il mondo dei produttori, dei lavoratori e delle imprese. Ci auguriamo che il governo faccia un passo avanti, perché occorre un intervento organico di politica economica per mettere il Paese nelle condizioni di competitività nel mondo. Altro elemento è uscire dalla tattica delle alleanze europee e stabilire quali fini vogliamo realizzare in Europa. Se vogliamo un’Europa come luogo ideale per i giovani e le imprese dobbiamo partire prima dagli obiettivi e poi creare le alleanze.

Le parole del premier sono di buon auspicio. Questo governo comincia a comprendere che la crescita deve andare di pari passo verso l’idea della riduzione dei divari. Speriamo molto nel decreto sblocca-cantieri e nel decreto crescita, e ci auguriamo che non sia un decreto marginale ma massivo per il bene del Paese. L’invito di Tria a ridurre la litigiosità all’interno del governo mi sembra condivisibile. Bisogna distinguere le tensioni della campagna elettorale da quella che è la direzione di marcia del governo. Dobbiamo superare le ansietà e le conflittualità perché servono a poco. Non a caso ho citato le parole del premier sulla sobrietà delle parole, esprimendo pero l’aspettativa di una generosità delle azioni.

Il Def

È un bagno di realismo del governo, in particolare sul 2019.
Ora è evidente che lo stesso governo prevede un incremento della crescita, dato lo sblocca-cantieri e il decreto crescita, su cui le aspettative chiaramente si elevano nella logica della previsione futura e sulla competitività del Paese. Speriamo che questi due provvedimenti siano all’altezza delle previsioni che il governo fa. Bene chiaramente questo bagno di realismo perché un’operazione verità è determinante per il Paese e per il governo stesso.

Quota 100 e reddito di cittadinanza

È inutile fare polemiche su questa cosa, abbiamo avuto un primo anno di contratto di governo, siamo stati critici perché abbiamo detto che occorre un intervento organico di politica economica. Ora occorre guardare avanti più che rinunciare a cose che sono i fondamentali del contratto di governo.

Il punto è usare per esempio le risorse che già sono stanziate per sbloccare immediatamente i cantieri, che significa non fare ricorso al deficit, non incrementare il debito pubblico e aumentare la competitività delle nostre imprese con un’attenzione al mondo dei produttori, cioè imprese e lavoratori.

Le banche

Potenzialmente è vero che con Basilea 3 potrebbe restringersi il credito per le pmi, perché in una fase di rallentamento dell’economia la selettività del credito diventa più elevata e potrebbe essere un problema. Nel decreto crescita c’è un titolo molto importante che riguarda l’implementazione del fondo di garanzia, questo potrebbe essere un elemento essenziale per una svolta sul credito nel Paese. Chiaramente va fatto in maniera organica. Il titolo è condivisibile, il merito non lo conosciamo ancora.

La guerra dei dazi

I dazi minacciati dalla Stati Uniti potenzialmente ci preoccupano, a maggior ragione occorre più Europa. Se vogliamo aprire una sfida anche in questa logica con gli Usa occorre un’Europa unita e compatta, che di fronte ai dazi potenziali degli Usa dovrebbe riequilibrare il potere contrattuale politico economico dell’Europa rispetto agli Usa e alla Cina.

*Presidente di Confindustria

**Dichiarazioni rilasciate a margine dell’assise degli industriali piemontesi e
dell’inaugurazione del Salone del mobile

Informazioni sull'autore

Alessio Garofoli

Nasco a Roma nell'anno in cui esplode la lotta armata. Come giornalista professionista e comunicatore mi sono sempre occupato di politica e affini.

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