Politica

Berlusconi: transfughi 5Stelle, venite a me

Per quanto riguarda il futuro non c’è nessun’altra possibilità che un futuro di centrodestra. Non cambiamo il nome che abbiamo, forse solo il simbolo: senza Forza Italia non si potrà fare nessun governo diverso da quello gialloverde. Abbiamo 170 parlamentari in Parlamento, e il 70 per cento, ricordiamo anche questo, sono in Parlamento per la prima volta.
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di Silvio Berlusconi*

Noi siamo la classe universitaria in Parlamento, più sotto c’è la Lega, molto più sotto ci sono i 5 stelle. Ma ci sono delle differenze evidenti, incolmabili tra il nostro gruppo di parlamentari, sia alla Camera che al Senato, e gli altri gruppi. Il governo non ha fatto nulla, e anche da parte della Lega non c’è stato nulla di centrodestra, è quello che rimproveriamo quotidianamente a Salvini e ai suoi. E dobbiamo dire che Salvini ha quasi lasciato le decisioni sull’economia al Movimento 5 Stelle e continua a farle votare dai suoi, cosa che noi gli rimproveriamo in maniera molto decisa. Ricorda Tajani che secondo lui è assolutamente sicuro che, al massimo dopo le europee, si debba creare il governo alternativo a quello di oggi, non si può continuare così, non si può pensare a un ravvedimento per una riscrittura della legge di bilancio. E il giorno 19 di dicembre, visto che questa riscrittura non ci sarà, la commissione darà il via alla procedura di infrazione che peserà sull’Italia per tre anni, ed è una procedura di infrazione probabilmente non sul deficit, cioè su quell’x per cento in più sul Pil, ma sul debito, che è qualcosa di molto grave.
Io vorrei ricordare che quando fui al governo posi il veto dell’Italia sul tavolo dei capi di stato e di governo, quando si trattava di adottare quel procedimento che imponeva agli stati di scendere nel debito sino ad arrivare al 60 per cento del Pil, come previsto dal Trattato di Maastricht. Adesso le cose dell’economia non sono andate bene, noi siamo il paese che è cresciuto meno in Europa, e che si avvia purtroppo a una fase di recessione. Ma il fatto di quei 50 miliardi all’anno che avrebbero dovuto essere la diminuzione del nostro debito nei confronti del Pil è qualcosa su cui io dissi allora: no, non è possibile, e portai a casa una vittoria, perché la cifra che fu deliberata era di meno di 10 miliardi all’anno di cui noi dovevamo far diminuire il nostro debito.
Adesso anche questo è superato dagli eventi, e quindi tutto questo non si considera più, ma con una procedura di infrazione ritorneremo dentro la necessità di abbattere il nostro debito. Tra l’altro, quando parlano del debito, parlano di un Pil di 1.600 miliardi di euro: io ho sempre parlato di un Pil di 2.000 miliardi perché non c’è nessuna norma che dice che il Pil sommerso non debba essere considerato come un vero prodotto interno lordo: noi nel centrosud e nel sud abbiamo un’economia sommersa, che comunque produce prodotti, produce posti di lavoro, esiste. E quindi è giusto, nel considerare quello che è il prodotto dell’Italia, aggiungere a quello emerso anche il prodotto sommerso, ed arriviamo almeno a 2.000 miliardi di euro: quindi il nostro debito, che oggi è del 132 per cento rispetto al Pil, con l’aggiunta del sommerso va sotto il 100 per cento.

Il rapporto con Salvini

Il signor Salvini ha un notizia nuova ogni ora, si vede cosa beve, cosa mangia: anche se a me sembrano stronzate, stabilisce un nesso stretto con le persone, con i suoi, e anche noi dobbiamo stare sul web. Con Salvini i rapporti sono buoni: non si chiudono come vorrei, cioé che lui dicesse basta a questo governo. Capisco che Salvini abbia un rapporto con il M5S che vuole tenere in piedi. Ma sono certo che il centrodestra sia l’unica vera soluzione che ha di fronte.

L’Europa e il sovranismo

Il sovranismo di Le Pen in Francia e Salvini in Italia è il contrario dell’Europa che ci ha assicurato 70 anni di pace. Loro rivogliono i confini e non vogliono nessuna norma di ordinamento superiore. Si tornerebbe all’Europa degli stati che ha provocato due guerre mondiali, ogni Paese non conterebbe nulla, ci consegneremmo mani e piedi a Trump o alla Cina. La mia previsione è che non arrivino ad avere oltre 200 eurodeputati. L’Europa deve tornare a essere protagonista del mondo. Per fare questo dobbiamo perseguire il progetto dei padri fondatori, che è il nostro: un’Europa che sia non solo benessere e libertà, ma faro di cultura e di civiltà, di democrazia e di pace per i popoli di tutto il mondo. Per questo serve politica estera comune e soprattutto difesa comune: saremmo una potenza militare in grado di decidere i destini del mondo.

Il giudizio sui pentastellati

Dobbiamo mandare a casa questo esecutivo di incapaci e di dilettanti. Prima dicevo che erano buoni per pulire i cessi, ora credo che non siano capaci nemmeno di quello.
Se cadesse il governo la metà dei parlamentari del M5S non potrebbe più essere ricandidato, per la regola dei due mandati, e la maggior parte sono persone senza arte né parte e andrebbero a casa. Credo che molti di questi parlamentari sarebbero spinti ad entrare in un nuovo gruppo a sostegno di un governo di centrodestra.

*Passi scelti dell’intervento alla manifestazione
‘La città, l’Italia, l’Europa che vogliamo’

Informazioni sull'autore

Alessio Garofoli

Nasco a Roma nell'anno in cui esplode la lotta armata. Come giornalista professionista e comunicatore mi sono sempre occupato di politica e affini.

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