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Benvenuti a San Siro Park: uffici, negozi e tanto verde. Costerà 600 milioni di euro

Contatti di Milan e Inter con l'Istituto del Credito Privato, ecco i finanziatori. E il progetto è in arrivo
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Non si perde tempo a Milano, come nelle migliori tradizioni. Subito dopo l’ok dell’Inter al Milan sul progetto del nuovo stadio di San Siro, già giovedì sera i due club sono andati a far visita ad Andrea Abodi, il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo controllato per l’80% dal Mef che porterà parte dei finanziamenti pur non essendo l’unica banca coinvolta né la principale. Già, perché per il nuovo San Siro si muovono diversi istituti internazionali, grandi aziende per operazioni di partnership e di sponsorship e non poteva certo essere altrimenti, alla luce dell’attività di società così importanti. Il nuovo San Siro sarà un polmone verde, sia che si sposi l’ipotesi della ristrutturazione del vecchio stadio, sia se si dovesse costruire un impianto ex novo. Architetti, tecnici e analisti finanziari sono all’opera per poter strutturare al meglio il restyling che prevederà in ogni caso un parco aperto ai cittadini, un’area di grande respiro che renda il resto delle cubature per le attività commerciali e i parcheggi non troppo invasive. Lo stadio conterà circa 60.000 posti, avrà probabilmente anche un’ala direzionale con uffici. L’investimento complessivo sarà da 600 milioni di euro. Il grande vantaggio naturalmente è quello di poter sfruttare un’area già perfettamente collegata, in grado di reggere grandi flussi di traffico, anche se poi naturalmente la viabilità andrà perfezionata. In generale l’area sarà del tutto riqualificata grazie all’impegno dei due club e determinante sarà l’offerta extra calcistica fruibile dall’intera cittadinanza: questo è l’obiettivo anche per convincere l’amministrazione comunale che già si dimostra perplessa sulla volontà di uno stadio completamente nuovo. Non è in discussione il fatto che il nuovo impianto resterà comunque di proprietà del Comune, che altrimenti rifiuterà la demolizione di San Siro e altrettanto naturalmente bisognerà discutere di un lungo diritto di superficie da concedere ai club, che agiranno di fatto da proprietari e non da gestori con la possibilità di patrimonializzare i costi per rientrare nelle agevolazioni previste dalla nuova legge. E se Sala, il Sindaco, ha chiesto al più presto un progetto concreto ai due club, se la Lega ha già addirittura depositato una mozione contro la demolizione di San Siro,l’impressione è che sia Paolo Scaroni che Alessandro Antonello non abbiano alcuna intenzione di perdere tempo. Appunto.

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