Politica

Giorgio Mulé (FI): questo governo delle tasse occulte presto imploderà

Intervista al deputato portavoce di Forza Italia: Conte avvocato contro il popolo
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di Antonio Venditti

La politica italiana ogni giorno diviene più incomprensibile per i cittadini, perché priva di linearità, ma soprattutto di logica.
La distanza tra Salvini e Di Maio riguardo agli obiettivi da seguire è arrivata a un punto tale che non si capisce come facciano ancora a essere alleati.
Sono legati in verità da un unico e forte collante, quello sottolineato a suo tempo da Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha!
In molti si chiedono quanto questo governo possa ancora sopravvivere alle proprie contraddizioni e divisioni.
Sulla situazione politica italiana abbiamo intervistato l’on. Giorgio Mulè, giornalista già direttore di Panorama, portavoce del Gruppo parlamentare di Camera e Senato di Forza Italia.

On. Mulè, molti elettori di FI non riescono a comprendere perché Matteo Salvini abbia sempre rigettato i ripetuti inviti a staccare la spina al Governo con i Cinquestelle che gli ha rivolto Silvio Berlusconi. Può spiegarlo?
“È come la goccia che deve scavare la roccia: ha bisogno di tempo. La costanza verrà premiata, nel nostro caso grazie alla bontà di quello che diciamo. Non facciamo le Cassandre, siamo quelli che capiscono i problemi. Se indichiamo alla Lega che è su un sentiero sbagliato e la Lega non accoglie l’invito, poi i fatti dimostreranno – nel decreto dignità, nella legge di stabilità, in tutte le misure di questo governo che stanno naufragando – che quello che dicevamo era giusto. Dopo di che gli elettori hanno bisogno di provare sulla loro pelle l’inconsistenza di questo governo. Lo stanno facendo e prima o poi la goccia scaverà la roccia. Ci vuole moltissima pazienza. La politica del governo è fondata sul momento, su twitter e facebook. Guai a seguirli su questo campo, perché è dimostrato che quello che viene detto poi non corrisponde alla realtà”.

Nonostante che la distanza politica tra Salvini e Di Maio sia in crescita non si riesce a capire perché siano ancora alleati. Il suo giudizio?
“È assolutamente incomprensibile da un punto di vista reale, ma assolutamente comprensibile con i parametri della politica: stanno insieme per il potere e per amministrarlo. Per quando riguarda i Cinquestelle vale il detto ‘quando gli ricapita’. La Lega invece dovrebbe già essere abbondantemente convinta, come si legge nei retroscena, che questa è un’alleanza contro natura, che non fa gli interessi del centrodestra. Quando sento Salvini rivendicare la bontà delle misure, basterebbe guardare come vengono annacquate la flat tax, le misure per le famiglie, i disabili. Questo governo sta fallendo!”.

Non è scontato che dopo le elezioni europee l’attuale esecutivo vada a casa. Può esserci invece una sorpresa?
“Questo governo imploderà e sarà costretto ad andare a casa quando tra qualche mese si presenterà un mostro chiamato legge di stabilità con circa 40 o 45 miliardi di euro che dovranno essere trovati. Inutile ripetere agli italiani che questi soldi magicamente compariranno grazie a una spending review, che per realizzarsi ha bisogno di dispiegare nel tempo i suoi effetti. Hanno iniziato facendo la cosa più becera: dicendo che hanno 2 miliardi di tesoretto. Non è un tesoretto. Erano fondi destinati all’istruzione e alla ricerca, che verranno tagliati in maniera indiscriminata per ripianare i buchi di questo governo. Dopo di che disinnescare l’aumento dell’Iva costa più di 20 miliardi, che non ci sono. Sono terrorizzato all’idea che con un trucco, come quelli a cui questo governo è abituato, non si aumenteranno tutte le aliquote dell’Iva ma si farà un’operazione selettiva. Sono preoccupato per quella che sarà una patrimoniale mascherata, che già c’è sulla seconda casa, senza dimenticare che in questo momento i comuni hanno spinto al massimo le addizionali Irpef, le addizionali legate alla Tari, insomma tutte le imposte comunali e regionali. Gli italiani continuano a pagare sotto forma di tasse occulte i debiti del governo, tanto che è documentato che la pressione fiscale è ulteriormente aumentata rispetto al 2017”.

Salvini ha accusato il premier Conte di essere divenuto l’avvocato non degli italiani, ma dei Cinquestelle. Ha ragione?
“Ha ragione e dovrebbe trarne le conseguenze. Conte è in questo caso l’avvocato delle cause perse. Si è presentato come l’avvocato del popolo, invece è l’avvocato contro il popolo, non ne cura gli interessi e quando dice di averli curati in realtà si mostra bugiardo”.

Sembrerebbe che non pochi componenti del suo partito siano convolati nella Lega, altri siano entrati in Fratelli d’Italia, mentre altri addirittura pensano di fondare un nuovo partito, vedi Toti?
“Innanzi tutto devo dire che FI sconta una narrazione bugiarda. Il gruppo parlamentare di FI alla camera a oggi ha più componenti rispetto all’insediamento delle Camere di marzo 2018. Siamo 105, sono arrivati dei parlamentari, l’ultimo dai Cinquestelle. Nessun deputato di FI è transitato né nella Lega né in altri gruppi e lo stesso vale per il Senato. A livello locale abbiamo acquisito su base regionale – penso alla Calabria, alla Basilicata e a numerosi territori – nuovi consiglieri, nuovi sindaci. Io penso che i dirigenti di FI, in special modo persone brave, capaci e autorevoli come Toti, dovrebbero imparare il primo comandamento di Silvio Berlusoni, che è quello di non partecipare al teatrino della politica. Purtroppo vedo che molti si esercitano in questo teatrino con risultati a volte anche ridicoli, volendosi in alcuni casi presentare come nuovi quando invece sono i più vecchi degli usati”.

A suo parere, quale strategia dovrebbe seguire FI per avere successo alle elezioni europee?
“L’unica cosa che deve fare è raccontare il proprio programma, come farà Silvio Berlusconi, allacciare le scarpe, andare in giro per il paese, uscire dal palazzo, raccontarsi e fare vedere a questa Italia come facciamo in tanti qual è il vero volto di FI: perché FI rappresenta nella diversità l’unico elemento reale che non ha mai tradito i suoi valori e le sue idee. Dovrebbero fare alcuni meno chiacchiere e impegnarsi di più sul territorio”.

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